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L’ estate finisce, andiamo a caccia di vitamina D

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La pelle la produce grazie alla luce del sole. Ma quella che abbiamo messo da parte durante il periodo estivo potrebbe non bastare per l’inverno. Vediamo quali cibi consumare per non rimanere a corto di questa preziosa alleata per la salute delle ossa

Ne abbiamo accumulata durante l’estate grazie alla luce solare. Ma ora, con l’avvicinarsi dell’inverno, il nostro corpo potrebbe risentire di una carenza di vitamina D, importantissima per l’assorbimento di calcio a livello renale e per la mineralizzazione delle ossa e dei denti. Secondo gli esperti sono soprattutto gli anziani, i bambini e le persone con la pelle molto chiara a rischiare la carenza di vitamina D, con conseguenti problemi alle ossa che possono diventare forme gravi di rachitismo o osteoporosi.

La pelle produce vitamina D grazie alla luce solare. Alla maggior parte delle persone bastano brevi esposizioni al sole da 10 a 15 minuti al giorno per averne a sufficienza. Ma in alcuni casi la grande abbuffata di sole durante i mesi estivi potrebbe non bastare. Per aiutare l’organismo ad affrontare i freddi e bui mesi invernali, allora, possiamo dare la precedenza a cibi che ne aiutano la formazione. Fra questi, l’olio di fegato di merluzzo, alcuni tipi di pesce come sardine e sgombri, il burro, i formaggi grassi e le uova. Nei casi di carenze più gravi invece sarà necessario ricorrere a degli integratori.

(Alessandra Severini)

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