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La Serie A apre all’erba sintetica

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Novara e Cesena l’hanno voluta nei loro stadi. Niente fango, costi di manutenzione inferiori, rimbalzi regolari e veloci. Promette di salvaguardare lo spettacolo, ma c’è chi rimpiange il profumo di quella naturale. Siete davvero pronti a rinunciare al suo fascino?

L’erba sintetica è arrivata in questa stagione a riempire di verde intenso i campi di calcio della serie A. Cesena e Novara hanno scelto di ricorrervi nei loro stadi. E presto altre squadre della massima serie potrebbero seguirne l’esempio, attratte anche dai più bassi costi di manutenzione.

 

L’erba sintetica sembra un sogno: niente più fango, niente più rimbalzi irregolari. Certo, chi conosce quella dei campetti amatoriali di calcetto ricorda anche le dolorose abrasioni frutto di coraggiose scivolate. Ma i nuovi campi non lasceranno certo rovinare i preziosi arti di Ibrahimovic o Totti. Il nuovo terreno è antiabrasione e, anzi, alcuni studi dicono che rende meno probabili gli infortuni.

 

In un campo sintetico le condizioni meteorologiche incidono in misura nettamente minore sullo stato del manto erboso e, dunque, anche sul gioco. Una bella svolta soprattutto per i campi difficili come il Meazza. Va sfatata comunque l’idea che il campo sintetico abbia bisogno di una minore manutenzione. In realtà infattil’erba sintetica di nuovissima generazione tanto sintetica non è. E’caratterizzata da un intaso vegetale, di solito in fibra di cocco, che fa parlare non più di erba artificiale ma di "erba naturale rinforzata".

 

Mancherà certo il romantico profumo dell’erba, i calzoncini sporchi di fango quando si gioca sotto il diluvio. Gli stessi calciatori sono un po’ scettici. Quando Josè Mourinho era allenatore dell’Inter dimostrò la sua antipatia per il campo di erba sintetica del Cska di Mosca. Ma, si sa, l’allenatore portoghese ha fama di essere personaggio assai insofferente e umorale.

(Alessandra Severini)

calcio, erba sintetica, Ibrahimovic, Meazza, Mourinho, serie A, Totti

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