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L’amianto e’ ancora una minaccia

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Intervista a Nicola Carabellese presidente dell’associazione APIN onlus che fornisce assistenza alle vittime di amianto e ai loro familiari

 

L’amianto è ancora un pericolo costante in Italia, nonostante sia stato messo fuori legge dagli anni ’90. Ne parliamo con Nicola Carabellese presidente APIN onlus – Asbestos Personal Injury Network – che ha organizzato per sabato 8 febbraio un convegno a Monfalcone dedicato a “Aspetti medico legali e risarcimento in Italia e negli Usa” .

Cosa fa la vostra associazione?

Con la nostra associazione vogliamo batterci affinchè le istituzioni intervengano con normative dirette ad attuare censimenti e bonifiche delle aree tutt’oggi ancora interessate dalla collocazione di strutture in amianto e proporre leggi più chiare a tutela delle suddette categorie per limitare gli effetti di questa silenziosa strage. Per questo abbiamo creato un network di tutti i soggetti che si occupano di amianto: medici, avvocati, società di bonifica ecc..Con gli incontri che organizziamo in tutta Italia vogliamo far crescere la consapevolezza fra i cittadini, perché l’amianto può essere ovunque.

Fornite anche assistenza alle vittime?

Sì, offriamo assistenza sotto il profilo legale, medico e tecnico. Io per esempio che sono un avvocato fornisco con i miei colleghi assistenza legale gratuita. Chiunque può fare una segnalazione e noi ci attiviamo di conseguenza, per esempio intimando al condominio di avviare la bonifica, avvisando le Asl ecc…

Com’è nata l’APIN?

Da un’esperienza dolorosa. Per me, la perdita di mio padre, scomparso nel 2009. Era un lavoratore marittimo e ha contratto un tumore al polmone causato dall’amianto. Una malattia che colpisce moltissimo questa categoria di lavoratori, poiché nella cantieristica navale è stato fatto un uso massiccio di amianto. Procida, per esempio, dove vivo, è un’isola a vocazione marinara. Qui l’incidenza del mesotelioma pleurico è molto più alta della media.

Ora però in Italia è vietato l’utilizzo.

L’Italia è stata uno dei più grandi produttori di amianto. Anche per questo motivo si è intervenuti tardi. Negli Usa il suo uso è stato vietato dagli anni ’70 e già negli anni ’20 esistevano studi che ne dimostravano la pericolosità per la salute. In Italia abbiamo dovuto attendere invece il 1992 per avere il divieto.

Ancora oggi si scopre la presenza di amianto nelle scuole, nei luoghi di lavoro ecc..

L’amianto può davvero essere ovunque. Ho avuto come cliente un parrucchiere che si era ammalato di mesotelioma pleurico perché il phon che usava conteneva amianto. Del resto, anche se è vietato in Italia dobbiamo considerare che ci sono paesi come la Cina, il Brasile, la Russia, dove questo materiale viene ancora utilizzato. Dobbiamo quindi fare molta attenzione quando acquistiamo prodotti provenienti da questi paesi.

Esiste una mappatura fedele della presenza di amianto?

 

Alcuni comuni hanno degli elenchi di strutture dove è presente, che dovrebbero monitorare in maniera assidua anche se spesso questo non avviene. Per questo servirebbero censimenti più fedeli e leggi più chiare.

a.s. 

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