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Iraq, diga a rischio: una minaccia per milioni di persone

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La più grande diga irachena potrebbe crollare da un momento all’altro: sarà una ditta italiana ad occuparsene

La guerra civile con l’Iran, la guerra del Golfo, il conflitto con l’Isis: l’Iraq è un Paese difficile, che si trova in un luogo complicato e pieno di storia. Nel tempo, tutte queste guerre hanno gravemente danneggiato le sue infrastrutture, oltre a minare la sua stabilità politica. E, come se tutto questo non bastasse, l’allarme che è stato lanciato dall’Ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad annuncia che il Paese potrebbe dover affrontare molto presto un’altra catastrofe: il crollo della sua più grande diga.

I funzionari americani a Baghdad hanno rivelato che la diga di Mosul potrebbe crollare e che l’inondazione che conseguirebbe al crollo potrebbe provocare lo sfollamento e la morte di oltre un milione e mezzo di persone.

Costruita nel 1984, questa diga regola il flusso del fiume Tigri per la fornitura dell’energia idroelettica a un milione di iracheni. La diga è in grado di contenere tre miliardi di litri d’acqua ed è  la chiave per la sopravvivenza nel deserto della nazione. Essendo stata costruita su una base di gesso, un minerale morbido che si scioglie facilmente in acqua, risente fortemente della costante erosione causata dalla stessa sostanza che contiene. Per questo, gli ingegneri hanno usato nella sua manutenzione un mix di boiacca di cemento per riempire i buchi che sono apparsi nel tempo.

Il problema è che questa manutenzione è stata interrotta nel mese di agosto del 2014, quando le forze dell’ISIS si sono impadronite della diga per oltre una settimana. Anche se i militanti non hanno danneggiato intenzionalmente la diga, la loro breve presenza ha causato conseguenze a lungo termine: molti dei lavoratori non hanno ripreso il lavoro e non si è potuti tornare a una manutenzione regolare. 

Il rischio maggiore di collasso si verificherà tra la fine di febbraio e la metà di maggio, quando il fiume Tigri sarà al suo massimo, e il pericolo investirà la città di Mosul, con il rischio di morte per 500.000 persone, mentre un altro milione vedrebbe la propria casa distrutta. 

È di qualche giorno fa la notizia che sarà proprio l’Italia ad occuparsi del problema: il governo iracheno ha firmato un accordo con la ditta Trevi, una società italiana che curerà le molte riparazioni necessarie alla diga. Inoltre, il governo italiano invierà circa 500 militari per mettere in sicurezza il cantiere.

 

 

 

 

 

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Diga, Mosul

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