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Il Dopo Expo? Una Silicon Valley italiana

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Per il dopo Expo, Matteo Renzi immagina una silicon Valley italiana con 1600 ricercatori impiegati

 

Il Dopo Expo c’è. A prometterlo è Matteo Renzi, al Piccolo di Milano. ‘Siamo una superpotenza culturale. L’Italia è questo, non è solo insieme di problemi’, ha affermato Matteo Renzi. ‘L’Expo – ha detto Renzi – è stato simbolo di chi non si rassegna ed è stato un grande successo’.

Ed ora, quell’area senza il’respiro internazionale’, ‘deve avere un forte valore scientifico’.

‘Siamo oggettivamente una super potenza culturale’, ha spiegato il premier a Milano dove nella sede del Piccolo Teatro illustra il progetto del governo per il dopo Expo. La qualità ‘delle nostre università e dei nostri centri di ricerca straordinaria – ha aggiunto – ma dobbiamo fare di più e meglio. Dobbiamo essere capaci di attrarre i talenti e generare qualità. Dobbiamo capire che la globalizzazione è il più grande asset che abbiamo e se capiamo questo smettiamo di avere paura dei fantasmi’.

Il dopo Expo può dare vita ad ‘un centro a livello mondiale che affronti insieme il tema della genomica e dei big data’. E Renzi si sbilancia, quantificando in 1.600 i ricercatori che potrebbero essere coinvolti nel progetto indicato dall’esecutivo nell’area Expo.

 

Per realizzare il progetto ‘bisogna partire da subito per dare il senso della missione’. Expo ‘non diventi l’area del nostro rimpianto’. E il premier assicura che il governo è pronto ad investire ‘150 milioni l’anno per i prossimi 10 anni’. ‘Il governo – ha detto il premier – e’ pronto a fare un progetto che sia ‘the best’ e non puntare a ‘the most”.

gc

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