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I tumori si prevengono a tavola. Vale anche per i migranti

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Un progetto legato a Expo promuove la sana alimentazione anche tra gli stranieri

Dal 20 al 29 marzo si celebrerà la settimana nazionale per la prevenzione oncologica, appuntamento tradizionale per la promozione dei corretti stili di vita e per la diffusione della cultura della diagnosi precoce nella lotta contro i tumori. 

L’alimentazione sarà la grande protagonista di Expo 2015 e La Lega Tumori di Milano ha presentato in occasione dell’evento il progetto ‘Prevenire per nutrire il cambiamento‘ che sarà dedicato in particolare alle donne migranti.

Nei mesi precedenti l’inizio dell’Expo il progetto si è sviluppato attraverso la realizzazione di laboratori di cucina e di incontri alimentari gratuiti per le donne migranti, che sono state coinvolte dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori attraverso la creazione di una rete di collaborazioni tra diversi enti attivi sul territorio e sensibili alle seguenti tematiche: alimentazione, immigrazione e genere. Nel corso degli incontri previsti per ciascuna comunità sono state riproposte ricette appartenenti alle varie tradizioni culinarie con il supporto di cuochi e nutrizionisti.

Prevenzione anche per i cittadini stranieri

‘Conoscere le abitudini e gli stili di vita dei cittadini di origine straniera è fondamentale per contribuire a sensibilizzare la popolazione migrante sul tema della prevenzione e della diagnosi precoce – dichiara Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute del Comune di Milano -. È altrettanto fondamentale la collaborazione con il Terzo settore per rendere capillare l’azione di informazione e per mettere in campo azioni che, da un lato, favoriscono l’integrazione e l’inclusione sociale perché stimolano l’incontro fra culture e, dall’altro, promuovono il diritto alla salute e rendono concreta ed efficace la rete per la cura della persona’.

No al junk food, sì alle tradizioni

La corretta alimentazione previene il cancro e qualsiasi cucina può essere più salutare. Per questo tra novembre e marzo la Lilt ha organizzato incontri rivolti alle comunità  cinesi, filippine, peruviane e arabe. A ogni incontro erano presenti un cuoco del paese di origine delle donne, una nutrizionista e un mediatore linguistico e culturale. Si sono svolti 16 appuntamenti, quattro per ogni gruppo, per un totale di quasi 500 persone coinvolte. Il fine è stato anche quello di accompagnare le donne in un viaggio alla riscoperta dei sapori sani e tradizionali della loro cucina, limitando il consumo del junk food, ossia il cibo spazzatura per cui, stando a numerosi studi, si tende ad abbandonare le proprie abitudini alimentari.

Expo 2015 – area della società civile

Il progetto Prevenire per nutrire il cambiamento parteciperà a Expo 2015 nell’area dedicata alla società civile e che si trova presso la Cascina Triulza.

‘La maggior parte dei migranti, essendo mossa dalla volontà di lavorare e migliorare, oltre che dall’impegno a guadagnare per mandare rimesse alle famiglie in patria, tende a trascurare la propria salute, a trascurare i sintomi, a dedicare poco impegno alla prevenzione – afferma il professor Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia dei processi economici dell’Università degli Studi di Milano -. La loro concezione di benessere è spesso angusta: benessere è poter lavorare e far stare bene i familiari in patria. Dal punto di vista medico-sanitario chi parte è, però, selezionato alla partenza. Raramente le famiglie investono su persone con malattie conclamate e disabilità: c’è un effetto migrante sano. E’ vero, tuttavia, che alcuni si ammalano in viaggio, altri per le cattive condizioni abitative, per l’alimentazione diversa, per il clima a cui non sempre sono abituati’.

Ecoseven ha lanciato una rubrica di approfondimento su Expo 2015. Nel primo appuntamento parliamo del riso: dal venere al classico arborio, passando per basmati e carnaroli, scopriamo quante varietà esistono.

a.po

 

cancro, Cascina Triulza, Expo, Migranti, prevenzione, Stranieri, tumore

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