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Divieto storico contro il commercio dell’avorio

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Un accordo di Stati Uniti e Cina per vietare il traffico di avorio all’interno e all’esterno dei propri confini

 

È stata presa una decisione storica da Stati Uniti e Cina per salvare gli elefanti africani dal bracconaggio fuori controllo perpetrato ogni giorno ai loro danni al fine di ottenere avorio da vendere. Il presidente Obama e il presidente Xi Jinping hanno annunciato la loro decisione di sancire questo divieto la scorsa settimana.

I cittadini cinesi erano da tempo in attesa di una mossa del genere, tanto che un sondaggio aveva visto il 95% degli intervistati chiedere a gran voce questo proibizione. Negli ultimi anni, la consapevolezza della pericolosità delle violenze contro la fauna selvatica è aumentata e adesso, di fianco agli investimenti pubblici tesi a fermare questi fenomeni e alla riduzione del 50-70% del consumo di pinne di squalo nel paese, c’è anche questo divieto a chiarire la posizione cinese nei confronti di queste pratiche in maniera definitiva. L’annuncio segna il primo impegno pubblico preso dal presidente Xi Jinping per fermare le vendite di avorio in Cina (che risulta essere il più grande mercato del mondo in tal senso), seguito all’impegno preso a maggio dai funzionari cinesi per eliminare gradualmente il commercio interno.

Sia la Cina che gli Stati Uniti si augurano che questo accordo colpirà soprattutto il mercato legale di avorio di  Hong Kong, che fornisce la copertura per le vendite illegali, visto che il 90% di questo avorio viene poi contrabbandato nella Cina continentale.

Oltre al divieto di esportazione e importazione di avorio, i due paesi si impegnano ad adottare una serie di misure significative per affrontare questa sfida globale, operando in formazione congiunta, con scambi di informazioni tecniche, condivisione di dati, istruzione pubblica sulla lotta alla tratta della fauna selvatica, e rafforzamento della cooperazione della polizia in questo campo.

Il primo divieto internazionale contro il commercio di avorio è entrato in vigore nel 1989 e, anche se per un po’ ha fermato l’attività dei bracconieri, non ha potuto molto contro il riciclaggio e il contrabbando.

 

La speranza è che questo nuovo accordo possa riuscire in quello che fino ad adesso non è riuscito.

ec

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