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Business e green sono ancora distanti. La ricerca di CE&Co per Ecoseven.net

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Una ricerca della Carlo Erminero & Co in esclusiva per Ecoseven ha preso in analisi 60 aziende italiane e operanti in Italia, tra le maggiori, per valutare la sensibilità nei confronti dell’ambiente. Business e green ancora non vanno d’accordo

Come sta cambiando il rapporto tra i cittadini e l’ambiente? Quale ruolo ha la coscienza di consumatore responsabile? Le aziende e le industrie sono impegnate in una nuova visione di business e di nuova sensibilità ambientale? Sono questi i temi che affronta un sondaggio della Carlo Erminero & Co. in esclusiva per il portale www.ecoseven.net (che ha coinvolto 800 persone, uomini e donne, tra i 18 e i 65 anni). La ricerca ha analizzato l’operato delle maggiori 60 aziende che operano in Italia in diversi settori di beni e servizi.

I cittadini italiani sono maggiormente sensibili ai problemi dell’ambiente e lo dimostra il cambiamento delle abitudini: più raccolta differenziata, riduzione degli sprechi, utilizzo di fonti energetiche alternative, attenzione alle risorse idriche, per citarne alcune. Mentre, però, le buone pratiche dei cittadini aumentano, le aziende e le industrie – secondo quanto emerge dalla ricerca – principali fonti di inquinamento ambientale, fanno poco a favore dell’ambiente.

La ricerca sullo ‘Sviluppo sostenibile e responsabilità delle imprese’ mostra che i cittadini italiani tengono maggiormente alla salute dell’ambiente, con il 44% degli italiani che si riconosce tra i forti ecologisti: l’aumento della sensibilità ambientale è dovuta alla maggiore informazione in materia (10%), alla paura dei disastri ambientali nel mondo (30%),  alla tutela della propria famiglia e della propria via (14%), del proprio Paese (18%), del proprio territorio (18%) e del pianeta su cui viviamo (24%). In particolare, si può notare che ad essere maggiormente attente all’ambiente e a definirsi come forti ecologisti sono le donne, con una percentuale pari al 53%, contro il 47% degli uomini.  

All’interno dello studio ‘Sviluppo sostenibile e responsabilità delle imprese’ si evidenzia anche che per cambiare le sorti del mondo non bastano le buone azioni praticate dal singolo, ma serve necessariamente che le imprese si impegnino maggiormente per evitare danni all’ambiente. Ad essere di questa opinione sono gli stessi cittadini, che nei loro acquisti preferisco prodotti realizzati da aziende green: un buon posizionamento ecologista, quindi, oltre a tutelare il mondo può dare all’azienda un importante vantaggio competitivo. Secondo il parere degli italiani, le imprese italiane si impegnano ancora poco per una produzione green e sostenibile, per diverse ragioni: alcune producono nei paesi in via di sviluppo, dove non vi è molto rispetto per l’ambiente; la filosofia di alcune aziende rimane sempre la stessa e non viene aggiornata; molte aziende perseguono il profitto senza preoccuparsi dell’ambiente; in ultimo, chi dice di fare attenzione alla tutela dell’ambiente, lo dice per una questione di sola immagine.

Le aziende che presentano una scarsa attenzione all’ambiente – secondo la ricerca di Carlo Erminero & Co. sono quelle del settore petrolifero (86%), quelle del settore dei cosmetici e dei detersivi (61%), dell’industria automobilistica (42%), del settore faramaceutico (41%), del trasporto aereo (28%), dell’edilizia e dell’elettronica (entrambe 24%). 

(gc) 

Leggi lo studio  ‘Sviluppo sostenibile e responsabilità delle imprese’. 

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ambiente, buone pratiche ambiente, imprese, imprese green, raccolta differenziata, sensibilità ambientale italiani

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