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Brasile: una delle più grandi catastrofi della storia. I fanghi tossici arrivano al mare

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La ‘Fukushima brasiliana’ è un fiume in piena di veleni che è arrivato fino all’oceano Atlantico

Il Brasile vive in questi giorni la più grande catastrofe naturale della sua storia: i fanghi tossici fuoriusciti a causa del un crollo di un bacino nel Minas Geiras hanno ormai raggiunto le coste dell’oceano Atlantico.

Il Rio Dolce lo possiamo considerare morto, tutta la biodiversità e le forme di vita sono scomparse; addirittura alcune specie endemiche che lo popolavano sono scomparse per sempre.

Il fiume è arancione, i pesci morti galleggiano sulla sua superficie e la chiazza si sta diffondendo nel mare lungo la costa di Espirito Santo.

La causa del disastro sono 62 milioni di metri cubi di fanghi tossici e acque acide di origine mineraria che si sono riversati nella valle di Santarém dopo che le barriere che contenevano questi residui hanno ceduto. Sono anche morte 13 persone e 11 sono ancora disperse.

In due settimane i fanghi tosici hanno persorso 600 km e sono arrivati fino alla costa. I dati sono impressionanti: nelle acque del fiume il piombo risultava 165 volte superiore al limite legale, l’arsenico 108 volte, il rame 75 e il cromo 57. ed eran oltre i limiti anche nichel, cadmio, manganese e ferro.

Secondo il ministro dell’Ambiente, Izabella Teixeira, occorreranno almeno dieci anni per riportare il corso d’acqua alla normalità.  

Gli ambientalisti puntano il dito contro le società minerarie e contro il governo, che sembrano minimizzare quanto accaduto. secondo Greenpeace Brasile la catastrofe è stata causata dalla negligenza dell’impresa mineraria San Marco e tutto indica che non c’era un piano per affrontare l’emergenza e che le comunità a rischio non sono state preparate a fronteggiare una situazione come questa. Inoltre, secondo l’associazione ambientalista, le autorità si sono dimostrate totalmente asservite agli interessi delle imprese.  

 

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