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Adotta un Ulivo in Puglia. Anas: gli ulivi non andranno ai privati ma rimarranno alla collettivita’

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Anas comunica che gli ulivi espiantati salla strada statale Maglie-Otranto verranno reimpiantati grazie alla disponibilita’ all’adozione da parte dei comuni limitrofi e non dei privati

L’iniziativa ‘Adotta un ulivo in Puglia‘ sembra avere il proprio lieto fine. E ad annunciarlo è Anas, l’azienda che gestisce la rete stradale autostradale, che occupandosi dei lavori della strada statale Maglie-Otranto, ha la necessità di espiantare 8260 ulivi.

In un comunicato ufficiale redatto da Anas si può leggere che ‘il progetto esecutivo – redatto recependo tutte le indicazioni degli Enti locali interessati – prevede l’espianto e il reimpianto di 8.293 alberi, dei quali 268 monumentali. Per questi ultimi, censiti e dichiarati monumentali ai sensi della L.R. 14/2007, si prevede il ricollocamento lungo la variante di Palmariggi (LE), in aree prossime alla localizzazione originaria. 
Per la maggior parte degli altri 8.025 ulivi da espiantare sono state già determinate le aree disponibili al reimpianto, mentre per la parte residuale è in corso l’individuazione delle aree, in collaborazione con i Comuni e la Provincia’.

Saranno quindi gli enti pubblici a prendersi cura degli ulivi e non i privati cittadini, che in numerosi avevano dato disponibilità per l’adozione degli ulivi da espiantare. Gli alberi di ulivo rimarranno alla collettività. Ancora non si sa di preciso in quali aree verranno ripiantate le piante di ulivo, ma almeno si apprezza l’impegno di Anas e dei Comuni disponibili all’adozione.

E quindi il lieto fine c’è (o almeno dovrebbe esserci). L’iniziativa ‘Adotta un ulivo in Puglia’ ha scatenato un vero e proprio caso nei giorni scorsi. Mentre si apprezzava l’idea di far adottare gli ulivi espiantati e si chiedevano maggiori informazioni, in web correva voce che non vi erano i moduli per l’adozione e che, forse, tutti quegli alberi sarebbero andati persi. Anche Ecoseven.net, ricevendo diverse richieste di informazioni sull’iniziativa, aveva iniziati ad ‘indagare’. Una prima spiegazione, da parte della Regione Puglia, ci aveva tranquillizzato: non c’erano i moduli perché non c’era ancora l’autorizzazione. Ed ora a tranquillizzare è anche Anas.

(GC) 

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