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Addio all’orso bianco, l’Artico cambia volto

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Tra qualche decennio, con molta probabilità, dovremmo dire addio agli orsi bianchi e all’Artico

 

L’Artico dovrà dire addio all’orso bianco e dovrà accogliere il delfino narvalo, così come dirà addio ai licheni e accogliere i fiorellini che caratterizzano la tundra nei mesi estivi. In pratica dovremmo dire addio, tra pochi decenni, all’Artico, un patrimonio unico di biodiversità. L’ennesimo allarme in questo senso arriva dal nuovo rapporto ‘Arctic Biodiversity Assessment’, un volume di oltre 600 pagine, scritto da 253 ricercatori di 15 nazioni sotto l’egida del Conservation of Arctic Flora and Fauna, il gruppo di lavoro sulla biodiversità del Consiglio Artico.

Un aumento delle temperature mondiali di 2 gradi, infatti, ovvero del limite considerato accettabile a livello internazionale, nell’Artico si tradurrebbe in un incremento tra i 2,8 e i 7,8 gradi, spiegano i ricercatori. E le conseguenze sarebbero drammatiche. ‘Un’intera zona bioclimatica, l’Alto Artico, potrebbe scomparire’, avverte Hans Meltofte dell’università danese di Aarhus, che ha guidato lo studio. Il riscaldamento globale sta spingendo animali e piante verso i Poli in cerca di temperature più rigide, ma ‘gli orsi polari, insieme ad altri organismi che si sono adattati al freddo, non potrebbero spostarsi più a nord, e quindi potrebbero estinguersi’, sostituiti in quest’area da nuovi ‘inquilini’ che prosperano in un clima subartico.

gc

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artico, aumento temperature, cambiamenti climatici

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