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Gli antipulci inquinano i fiumi?

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Che effetti hanno i trattamenti contro le pulci sui fiumi?

Secondo un nuovo studio dell’Università del Sussex, le sostanze chimiche che stanno negli insetticidi pensati per uccidere le pulci degli animali stanno avvelenando i fiumi inglesi, avvelenando una serie di insetti acquatici che non c’entrano niente con quelli che avrebbero dovuto colpire.

E il danno ambientale non si ferma lì: a valanga, si estende agli uccelli e ai pesci che dipendono dagli insetti avvelenati per il cibo.

I ricercatori hanno identificato il fipronil, ovvero uno dei prodotti antipulci più comunemente usati, nel 99% dei campioni prelevati da 20 fiumi. Inoltre, hanno trovato un agente nervino chiamato imidacloprid, che è stato temporaneamente sospeso nell’UE nel 2013 e poi definitivamente vietato nel 2018.

Questo ingrediente pesticida tossico è comunemente usato nell’agricoltura in molte parti del mondo e viene utilizzato anche per i trattamenti contro le pulci.

Questi risultati, inutile dirlo, hanno preoccupato moltissimo gli scienziati.

La sorpresa più interessante è stata che la più alta concentrazione di pesticidi è stata trovata appena a valle degli impianti di trattamento delle acque, indicando che i colpevoli non erano né le aree urbane né gli agricoltori.

L’ipotesi è che quando le persone fanno il bagno ai loro animali domestici, scaricano i pesticidi nelle fogne e poi nei fiumi – e che anche i cani che nuotano nei fiumi potrebbero fare la loro parte.

Come scrive The Guardian, circa l’80% degli animali domestici nel Regno Unito riceve trattamenti contro le pulci, che sia necessario o meno. Lo sa (e lo fa) chiunque abbia un cane e un gatto, per questo è bene portare alla luce il danno ambientale che si provoca quando si sceglie di usare un antipulci sul proprio animale.

 

 

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