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Ecco cosa dovremmo fare entro il 2050 per salvarci dal global warming

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Ecco quanto dobbiamo cambiare, messo nero su bianco

Si parla tanto del surriscaldamento globale, dei rischi che corriamo, di come sia necessario un cambiamento radicale. Qualcuno finalmente pone l’asticella. Cosa dovremmo concretamente fare per salvare il pianeta, e quindi noi stessi?

Un recente articolo uscito su Nature ha provato a tirare le somme: se vogliamo rimanere entro il limite di due gradi di surriscaldamento nel corso di questo secolo le emissioni totali di anidride carbonica entro il 2050 non dovranno superare 1.100 miliardi di tonnellate.
Significa che da qui al 2050 dovremmo rinunicare ad usare un terzo delle riserve di petrolio, la metà di quelle di gas e oltre l’80% delle attuali riserve di carbone.

Se invece vogliamo puntare a una soglia di un grado e mezzo, l’Europa è chiamata a una sfida molto difficile: dovremmo ridurre, entro il 2030, le emissioni del 50-55% rispetto al 1990.

Invece nel nostro paese, secondo la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, le emissioni di gas serra sono aumentate di circa il 2,5% Tra il 2005 e il 2012. Anche se c’è da dire che l’Italia ha sviluppato le fonti rinnovabili: ora coprono il 16% del consumo. Ci posizioniamo sopra la media europea. Purtroppo negli ultimi anni questa tendenza ha rallentato, infatti è passata dal 16,7% nel 2013 al 17,3% del 2015.

Se volessimo contenere l’aumento del global warming in un range tra 1,5°C e 2°C, il nostro paese, da qui al 2030, dovrebbe ridurre i consumi del 40% e raddoppiare la quota di energia proveniente dalle fonti rinnovabili.

Come saranno Roma, Milano, Pisa e Venezia quando la temperatura sarà aumentata?

 

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CO2, Global warming, inquinamento, Surriscaldamento globale, sviluppo

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