Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Patate in friggitrice ad aria: la ricetta croccante perfetta per gli ottavi dei Mondiali-Cure con cellule staminali: sono vere o sono truffe?-Usiamo l'AI più per terapia e compagnia che per lavorare. Lo studio di Harvard Business Review-Fotovoltaico sui campi o nei parcheggi: cosa dice davvero la normativa italiana-Coloranti alimentari: perché Nestlé e Mars li stanno eliminando (e cosa dice davvero la scienza)-Taglio accise carburanti: cosa succede da oggi 3 luglio 2026 senza proroga-Apparecchio acustico a 20 dollari: come funziona l'invenzione degli studenti canadesi di Amano Labs-Amianto trasformato in bioplastica: la scoperta dell'Università di Milano-Bicocca-Ghiacciai alpini 2026, un'estate peggiore del solito: cos'è il Glacier Loss Day e perché preoccupa?-Manifesto Health-AI 2026: la sanità del futuro secondo UCID Lazio, tra intelligenza artificiale ed etica-Raccolta differenziata e riciclo in Italia: cosa dicono i dati 2026 rispetto agli obiettivi UE-Correre la mattina presto migliora l'umore? vediamo cosa dice la scienza-Il prezzo del sapone sale, ma il caldo non c'entra: ecco i veri motivi-Isole energetiche artificiali nel Mare del Nord: Belgio e Danimarca si contendono il primato (con qualche ritardo)-Caldo estremo e salute mentale, cosa succede davvero alla mente umana?-Bottiglie di plastica in Europa: cosa cambia davvero dal 12 agosto 2026 (e cosa no)-Microalghe, il tesoro biologico del futuro: cosa sono e perché 260 esperti da 46 Paesi le studiano-Tsunami, il cane soccorritore del terremoto in Venezuela: dall'abbandono agli eroi delle macerie-Sapone di Marsiglia sulle piante: come usarlo davvero contro i parassiti (guida pratica)-Kefir e kimchi: cosa sono, cosa dice davvero la scienza e come prepararli in casa

Anche quando non li uccide, la plastica fa molto male agli uccelli marini

Condividi questo articolo:

Un nuovo studio esamina gli effetti non letali dell’ingestione di plastica da parte dell’avifauna

Non facciamo altro che parlarne di quanto la plastica – nella forma di microplastica ma non solo – sia un problema enorme per la fauna selvatica, ma finora gli studi si sono concentrati soprattutto sull’aspetto letale di questa combinazione, mostrandoci immagini tremende di stomaci animali pieni di pezzi di plastica.
Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Environmental Science&Technology, però, il punto non è solo questo.

I ricercatori dell’Institute for Marine and Antarctic Studies (IMAS – Università della Tasmania) hanno spiegato che le interazioni dei detriti con gli uccelli marini producono anche effetti non letali, meno visibili e scarsamente documentati, che raccontano un altro pezzo dei problemi che la plastica crea, il cui vero impatto è sottovalutato.

L’IMAS ha deciso di indagare su come l’ingestione di plastica danneggi gli uccelli che riescono a sopravvivere: per farlo, ha analizzato campioni di sangue e plastica raccolti nelle acque austrialiane intorno a Lord Howe Island. In questo modo, i ricercatori hanno scoperto che gli uccelli che ingerivano plastica e non morivano, avevano ridotti livelli di calcio nel sangue, una minore massa corporea, una minore lunghezza delle ali, della testa e del becco, nonché problemi col colesterolo, con gli enzimi e con le loro funzioni renali, che gli causavano una maggiore concentrazione di acido urico nel corpo. La cosa incredibile è che la quantità di plastica ingerita non era necessariamente correlata al danno arrecato: la semplice presenza nel corpo era sufficiente a causare danni.

Qualcosa che ci dovrebbe far riflettere una volta di più su quello che genera, in natura, il nostro smodato consumo di plastica.

 

alterazioni fisiche, australia, avifauna, IMAS, inquinamento oceani, plastica, uccelli

I commenti sono chiusi.