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Il silenzio indotto dal lockdown è un regalo per scienziati e animali selvatici

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I ricercatori sono in grado di fare cose che prima non potevano fare, mentre molte specie prosperano nel silenzio

Da quando le persone sono state obbligate a rimanere casa, il mondo ha fatto davvero molto silenzio. Le autostrade che un tempo brulicavano di traffico e i marciapiedi affollati che traboccavano di pedoni e chiacchiere si sono improvvisamente svuotati. Ci sono meno aerei, barche e autobus; sembra, insomma, che il mondo intero sia stato messo in pausa – e, in effetti, è un po’ quello che è successo.

Il silenzio che ne risulta può essere inquietante per alcuni, ma è molto stimolante per altri.

Gli scienziati, per esempio, stanno approfittando dell’improvviso silenzio per fare ricerche che non avevano mai potuto fare prima. Uno dei fatti più interessanti è che i sismologi ora possono rilevare i piccoli rumori sotto la superficie terrestre che prima erano mascherati dai suoni della città.

Il ricercatore e professore di Sismologia Efthimios Sokos ha detto a Reuters che è come essere un astronomo in una città in cui le luci sono state appena spente.

Anche la ricerca sui mammiferi marini sta beneficiando della nuova quiete.

Le balene sono note per essere disturbate dal rumore del passaggio della navi da merci e da crociera, tanto che fermano il loro canto fino a quando le navi non sono passate.

L’Atlantic descrive uno studio fatto nei giorni successivi all’11 settembre, quando i ricercatori nella baia canadese di Fundy hanno scoperto che un arresto nel traffico marittimo ha portato alle balene un calo immediato dei livelli di ormone dello stress.

Spiega che i ricercatori sono curiosi di vedere come proprio questi animali, in Alaska, prospereranno in questa stagione, con le navi da crociera assenti in modo così incredibile per la prima volta nella storia recente.

Come sappiamo e come abbiamo visto nelle molte foto satellitari che girano in questi giorni, la diminuzione del traffico ha anche il vantaggio di migliorare notevolmente la qualità dell’aria. E di lasciare più spazio agli animali che sono tornati in luoghi che non frequentavano da decenni.

Ovviamente, rispetto a quello che sta succedendo nel mondo questa è una piccola consolazione. Ma è qualcosa che dovrebbe farci molto riflettere sul tipo di mondo a cui torneremo quando questa emergenza sarà finita.

 

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