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Green Economy: la burocrazia frena lo sviluppo

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Lo sviluppo della Green Economy e’ frenato dalla burocrazia: le aziende chiedono un’Italia piu’ semplice

Troppa burocrazia in Italia, tanto che minaccia lo sviluppo della green economy, che nel cambio di paradigmi e modelli pone le fondamenta per la crescita del settore. Ed è per questo le aziende, di rinnovabili, rifiuti, gestione dell’acqua e altro chiedono di alleggerire la prassi che spesso impedisce di trasformare i problemi in occasioni per l’economia. Ed è questo che chiede anche la Confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa.

Per uno sviluppo della green economy ‘Le imprese aspettano risposte chiare e urgenti che il governo deve impegnarsi a dare’, sostiene anche la Confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa . Tra le misure più urgenti serve il rilancio di nuovi incentivi proporzionati sulla produzione di energia da fotovoltaico, ‘l’abolizione del Sistri e la definizione rapida di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, che non pesi economicamente sulle imprese e sui servizi’.

Tanto c’è da fare anche per migliorare il sistema idrico. La depurazione e il sistema delle fogne – ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture Erasmo D’Angelis all’Assemblea nazionale sulle acque, in vista degli Stati generali della green economy 2013 – sono ‘oggi una vera emergenza. Il governo sta affrontando seriamente il problema – ha spiegato D’Angelis – e presto ci incontreremo con Regioni e aziende’. Quattro le proposte dell’Assemblea: piena attuazione alle direttive europee, risorse per le infrastrutture, miglioramento delle prestazioni ambientali, coinvolgimento dei cittadini. L’Italia è il Paese delle perdite di rete oltre il 35%, delle fogne che ancora mancano per il 15% degli italiani, dell’allarme depurazione per un italiano su tre, della carenza idrica soprattutto al sud.

(gc)

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burocrazia, energia, energia verde, Green Economy

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