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Covid19: quanto abbiamo bisogno della natura?

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Il coronavirus sta portando le persone a rivalutare l’importanza degli spazi esterni e della natura per la prima volta in 10 anni

Non appena è scattato l’isolamento, hanno iniziato a circolare in rete molti video di sindaci che si incazzavano con i «finti» runner, i «falsi» ciclisti, quelli, insomma, che si mettevano scarpette e pantaloncini o inforcavano biciclette solo per il gusto di uscire di casa.

Ne abbiamo riso di quei messaggi, spesso in dialetto, molto folkloristici, in cui certamente un po’ ci riconoscevamo noi che, prima della pandemia, tra il lavoro e gli impegni familiari riuscivamo a ricavarci poco spazio per fare sport, per stare all’aria aperta, per avere dei momenti di contatto con la natura.

Ma la verità è che, a parte il fatto di trovare una scusa per uscire, questa pandemia ha ricreato una necessità, una specie di (fintamente) nuova consapevolezza che ha rispolverato un bisogno che la vita così com’era prima della pandemia aveva sopito: sfuggire ai confini di casa e ricaricarsi all’aria aperta. L’accesso all’aria fresca, infatti, è un’esigenza umana fondamentale a cui tutti hanno diritto.

Un diritto che si può esercitare anche oggi, purché si rispetti la regola del distanziamento sociale quando si incontrano gli altri.

In un editoriale di Scientific American, Laurence Smith ha scritto che il coronavirus sta costringendo le persone a rivalutare gli spazi esterni naturali per la prima volta dopo decenni. «L’interesse dell’umanità per la ricreazione all’aperto ha raggiunto il picco negli anni ’80 e nei primi anni ’90, e da allora è in costante calo», dice Smith, ma adesso quegli stessi spazi naturali stanno improvvisamente (ri)ottenendo il rispetto e l’attenzione che meritano perché stiamo iniziando davvero capire quanto ne abbiamo bisogno.

La speranza, quindi, è che questa esperienza di pandemia possa portare gli urbanisti a riprogettare spazi verdi più naturali nelle città. E gli amministratori a creare più condizioni e attività per la cittadinanza e noi a non dimenticare queste sensazioni di oggi.

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