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Ci vuole maggior tutela per le vittime dell’amianto

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L’ONA chiede nuovi provvedimenti alla commissione Lavoro della Camera su amianto

Esistono 40 milioni di tonnellate di amianto ancora da bonificare e circa un milione di siti contaminati, relativi sia a edifici privati che pubblici: 2.400 scuole, 250 ospedali e oltre 1.000 tra biblioteche e altri edifici culturali. Questi dati, raccolti e divulgati dall’ONA, appaiono ancora più preoccupanti se si considerano quelli resi noti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che nel 2017 ha contato in tutto il mondo, solo per origine professionale, 104 mila decessi legati all’amianto.

Per questo l’ONA ha presentato alla XI commissione Lavoro della Camera, in occasione dell’audizione del 18 ottobre, le seguenti richieste: prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto e maggior tutela del personale delle Forze Armate del comparto sicurezza (Carabinieri, Polizia di stato, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco) ed estensione anche a loro dei benefici contributivi amianto per il prepensionamento. Il desiderio dell’ONA, rappresentato dal suo Presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, è infatti quello di avere da prima una maggior tutela, con convergenza di tutte le forze politiche.

L’audizione sul tema è stata convocata a fronte degli atti di Sindacato Ispettivo, promossi rispettivamente dalle On. Carla Cantone e Debora Serracchiani (Partito Democratico), dall’On. Maria Pallini (Movimento 5 Stelle), dall’on. Walter Rizzetto (Fratelli d’Italia), dell’On. Guglielmo Epifani (Liberi e Uguali), dell’On. Paolo Zangrillo (Forza Italia), che hanno assunto come punto centrale i dati pubblicati nel libro bianco delle morti di amianto in Italia dall’Osservatorio Nazionale Amianto a metà 2018.

La pubblicazione Ona, infatti, rileva che i morti per patologie legate all’amianto sono aumentati nel 2017, raggiungendo 6.000 casi in totale: 3.600 per tumore polmonare, 1.800 per mesotelioma e 600 per asbestosi. Secondo le rilevazioni il trend sarebbe in aumento dalla fine degli anni ’80 e l’Ona stima che continuerà nei prossimi anni raggiungendo il picco tra il 2025 e il 2030.

Nello specifico le proposte presentate dall’ONA sono: 1. Abrogazione dell’art. 47 commi 1 e 5, Legge 326/2003, con conseguente possibilità per tutti i lavoratori esposti di inoltrare la richiesta di riconoscimento degli indennizzi contributivi per esposizione ad amianto; 2. riconoscimento del diritto al prepensionamento per esposizione ad amianto anche al personale civile e militare delle Forze Armate e del comparto sicurezza, con particolare riferimento a coloro che sono affetti da patologie asbesto correlate, riconosciute come causa di servizio; 3. Riconoscimento della qualità di superstite di vittima del dovere anche ai figli non conviventi e/o non a carico dei genitori defunti per causa di servizio e/o quali vittime del dovere, in modo da mettere fine al contenzioso in essere, a maggior ragione dopo l’ultima sentenza delle Sezioni Unite n. 22753/18, che sembra in contrasto con la precedente delle SS.UU. 7761/2017.

 

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