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Trump anche contro gli uccelli migratori

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Per proteggere il futuro delle industrie di combustibili fossili, l’amministrazione Trump revoca una legge importante

Le industrie dei combustibili fossili statunitensi hanno cercato a lungo un modo di far revocare una legge di conservazione che vieta da oltre 100 anni di uccidere accidentalmente uccelli migratori, proteggendoli da morti causate da disastri come le fuoriuscite di petrolio. In un suo ultimo tentativo di proteggere queste compagnie, l’amministrazione Trump lo ha fatto: ha revocato la legge.

Grazie a questa mossa finale, il governo federale non potrà multare o perseguire le società che causeranno la morte di uccelli attraverso le loro azioni.

Disastri ambientali accidentali come fuoriuscite di petrolio e folgorazioni potrebbero uccidere migliaia di uccelli senza alcuna conseguenza, a condizione che la causa della morte non fosse intesa a uccidere gli uccelli, anche se la società stava conducendo attività illegali.

“Questa regola riafferma semplicemente il significato originale e l’intento del Migratory Bird Treaty Act, chiarendo che il servizio statunitense per la pesca e la fauna selvatica non perseguirà i proprietari terrieri, l’industria e altri individui per aver ucciso accidentalmente un uccello migratore”, ha affermato David Bernhardt, segretario degli interni, secondo quanto riportato da The New York Times.

Ovviamente gli ambientalisti la vedono in modo di diverso e non hanno tardato a farsi sentire per raccontare quanto la mossa sia crudele e dannosa per la biodiversità.

Il Migratory Bird Treaty Act è stato originariamente istituito per proteggere gli uccelli dai bracconieri e dai cacciatori. L’atto ha reso illegale per chiunque cacciare, catturare o uccidere uccelli, prendere i loro nidi o le uova senza un permesso. Sebbene non menzionasse chiaramente l’uccisione accidentale di uccelli, è stato determinante nel proteggere gli uccelli dalle azioni delle compagnie di combustibili fossili.

L’atto è stato utilizzato sotto l’amministrazione Obama per perseguire sette compagnie petrolifere nel Nord Dakota per aver ucciso 28 uccelli.

Lo stesso atto è stato determinante per un accordo di 100 milioni di dollari contro l’azienda petrolifera BP per l’uccisione di 1 milione di uccelli nella Deepwater Horizon Spill.

 

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