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Acqua, emergenza in Cina. Trecento milioni di cinesi sono senza

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L’emergenza acqua ed una dramatica siccità stanno mettendo a dura prova la Cina. Oltre 300 milioni di cinesi ancora oggi non hanno accesso all’acqua pulita

La Cina è il pese dove vive il 20% della popolazione mondiale, ma il consumo pro-capite di acqua potabile è quattro volte inferiore alla media mondiale e oltre 300 milioni di cinesi ancora oggi non hanno accesso all’acqua pulita. Negli ultimi anni il 37% dei suoli coltivabili è andato perduto a causa dello sviluppo mentre l’erosione dei suoli e il lavoro di trivellazione per la ricerca delle falde acquifere stanno drammaticamente provocando la crescita del deserto dei Gobi.

Già nel 2008, l’anno delle olimpiadi di Pechino, la Cina ha raggiunto dei livelli di siccità che sono stati indicati come i peggiori degli ultimi 50 anni e la scarsità d’acqua rappresenta ormai l’ostacolo più grande alla sua corsa verso la crescita. La carenza idrica è ritenuta responsabile del 48% delle perdite economiche del paese. La regione della Cina più affetta dalla crisi idrica è la Piana del Nord, proprio quella di Pechino e di molte altre città ricche e popolose dove la pioggia può non cade anche per due anni di seguito. In queste condizioni gli unici prodotti che è possibile coltivare sono mais e legumi, piante resistenti alla siccità ma di scarso valore di mercato.

Il Ministero delle risorse idriche della Cina da anni cerca di ridurre il consumo e di regolamentare la gestione dell’acqua mentre il primo rapporto della Banca Mondiale sul problema della scarsità idrca in Cina, redatto nel 2001, non nasconde le critiche al governo cinese. Molti studiosi ritengono che l’emergenza attuale sia la diretta conseguenza della tradizionale abitudine dello Stato cinese ad attribuire priorità alla produzione agricola piuttosto che alla preservazione delle risorse e dell’ambiente.

(Chiara Palmieri)

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