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Vino, il ‘paradosso francese’ che fa bene al cuore. E non solo … ma nelle giuste quantita’

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La sostanza dal nome difficile, resveratrolo, contenuta naturalmente nelle bucce dell’uva fluidifica il sangue, limita gli attacchi di cuore e inibisce la produzione dei radicali liberi che danneggiano le pareti interne dei nostri vasi sanguigni. Ma ricordiamoci che solo la dose di un bicchiere fa bene

Non solo è buono, ma fa anche bene alla salute. Il vino rosso, simbolo del made in Italy agroalimentare nel mondo, “preserva” l’organismo dal processo di invecchiamento delle cellule. Il segreto è nel resveratrolo, una sostanza naturalmente contenuta nella buccia dell’uva rossa e quindi nel nettare di bacco. Lo studio è della State University of New York di Buffalo e pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism. Non solo: secondo i ricercatori statunitensi il vino contrasterebbe anche il diabete. Tutto dipende dalla capacità del resveratrolo di fludificare il sangue, limitando l’insorgenza di placche trombotiche. Vale a dire attacchi di cuore. A questa sostanza viene associato non a caso il fenomeno chiamato “paradosso francese": la popolazione francese, nel Sud della Francia, con un’alimentazione simile a quella di alcune regioni degli Stati Uniti, sarebbe meno soggetta a problemi medici di natura cardiovascolare. I risultati dello studio dell’Università di Buffalo hanno evidenziato infatti che il resveratrolo è in grado di inibire la produzione dei radicali liberi, causa di stress ossidativo e di danni alle pareti interne dei vasi sanguigni. E come se non bastasse non è escluso che riduca le necrosi tumorali. Insomma, a poche settimane dal Vinitaly, un bicchiere di vino a tavola non può che alleggerire lo spirito e il fisico. Ma sempre nelle giusta misura. Come diceva Paracelso, è la dose che fa il veleno. (nereo brancusi)

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