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Vino, il nuovo disciplinare per il Nero d’ Avola in otto punti

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Più tutela al vino ‘re’ della Sicilia e maggiore trasparenza per i consumatori. Un nuovo disciplinare conferisce ancora più prestigio al Nero d’Avola, che dagli anni ’60 ha acquisito la nobiltà e la forza che gli viene attribuita dal mercato

Nuovo disciplinare per il Nero d’Avola di Sicilia di qualità. Sono otto le condizioni poste al fine di garantire il prestigio del famoso vino “nero”: la composizione ampelografia dei vigneti che devono essere coltivati all’85 per cento a Nero d’Avola; la resa massima di uva per ettaro; il titolo alcolometrico che deve rispettare i parametri: 9.000 kg/ha e 12,5% vol. La produzione massima di vino non dovrà poi superare i 6.300 L/ha.

Le operazioni di vinificazione dovranno essere fatte esclusivamente nelle zone tradizionalmente vocate descritte nel Trattato di Viticoltura Italiana di Pastena. Poi l’imbottigliamento: la certificazione potrà essere rilasciata solo ai vini imbottigliati in Sicilia. Infine le caratteristiche organolettiche. Limiti questi, posti per tutela il vino che viene considerato l’ambasciatore dell’isola e che negli ultimi anni ha conquistato un posto di prestigio ras le preferenze degli italiani e non solo. Il nuovo disciplinare garantirà anche una maggiore trasparenza al consumatore. La commercializzazione del Nero d’Avola su scala industriale risale agli inizi degli anni Sessanta. Per via della sua elevata gradazione alcolica, che raggiunge facilmente i 15 gradi, era considerato fino ad allora un vino da taglio.

Soltanto agli inizi del ’60 alcune aziende siciliane decisero di farne un vino da tavola attraverso nuove tecniche di vinificazione che rispondessero di più alle esigenze di mercato: una diminuzione del grado zuccherino ed un aumento dell’acidità. Da allora è coltivato anche fuori dalla Sicilia e dall’Italia, per esempio in California e in Australia. I produttori siciliani che imbottigliano Nero d’Avola, nelle sue varie tipologie, sono circa cinquecento. Ora bisognerà vedere quante saranno le aziende – e i vini – in grado di rispondere ai nuovi parametri stabiliti.

(Nereo Brancusi)

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