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Montepulciano made in USA, il consorzio di tutela e’ in allarme

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Le punte di diamante del nostro export sono spesso sottoposte alla concorrenza di chi utilizza ‘il nome’ del made in Italy commercializzando prodotti, per forza di cose, differenti. E’ questo il caso del Montepulciano americano

L’Alcohol and Tobacco Tax Trade Bureau americano ha dato il nulla osta all’utilizzo del nome “Montepulciano” per quei vini frutto di vitigni omonimi ma nati in terra statunitense.

 

A lanciare l’allarme il Consorzio di tutela del toscano Nobile di Montepulciano, ma la faccenda interessa anche i produttori di Montepulciano d’Abruzzo. Purtroppo eravamo tutti consapevoli che la legislazione europea avrebbe prima o poi manifestato i suoi limiti, proprio perché valida solo all’interno dell’Unione. Legislazione che prevede anche restrizioni ulteriori riferite alla geografia delle produzioni, fatto da cui peraltro si origina il dilemma italiano: Montepulciano è infatti una località toscana, mentre in Abruzzo solo il nome di un vitigno.

 
Questione aperta in Italia che rende fragile i nostri tentativi di mediazione con gli Stati Uniti d’America attraverso la mediazione della Comunità Europea. Sarà avviato un tentativo di accordo commerciale, mentre, sul fronte interno prosegue il dialogo per una differenziazione Abruzzo/Toscana che potrebbe, visto il frangente, giovare ad entrambi. E, aggiungiamo noi, al buon bere italiano.

(Vincenzo Nizza)

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