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La rete finanzia le idee e si sostituisce alle banche. Negli Usa, ma anche in Italia

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Con il sistema bancario molto contenuto nell’erogare prestiti ai giovani ed alle imprese, comincia ad affermarsi un nuovo modello di finanziamento per progetti e giovani idee, anche in campo ambientale. Si chiama crowdsourcing e le startup si finanziano in Rete

In un momento economico finanziario come questo ancora una volta la rete alimenta le speranze e dà un sostegno concreto a tutti coloro che sono in cerca di fondi per lo sviluppo dei propri progetti. Un modo intelligente per incontrare i nuovi mecenati che sostituiscono le banche. L’esperimento nasce ancora una volta in America, ma anche in Italia si sta seguendo questo esempio. Significa letteralmente finanziamento di folla ovvero crowdfunding e Kickstarter è il leader di riferimento negli States. L’idea è del 2009 e i suoi promotori Perry Chen, Yancey Strickler e Charles Adler.

Sembra che al momento l’idea stia crescendo esponenzialmente e la notizia sta proprio in questo: giovani imprenditori, piccole imprese o progetti individuali, compresi quelli rivolti alla sostenibilità trovano una strada o addirittura più canali di finanziamento.

 
Ma vediamo come funziona il meccanismo. Sul sito si presentano i progetti e chiunque, mecenati o non, può fare una donazione. Il meccanismo di finanziamento è legato al budget, infatti il finanziamento diventa esigibile solo in caso di raggiungimento del minimo necessario all’avviamento della start up. Altrimenti il sito Kickstarter rifonde i mittenti. In caso di raggiungimento del budget necessario la Kickstarter trattiene il cinque per cento del totale. Sulla home page del sito le idee attualmente presenti vanno da un gioco per il pc che in meno di due settimane ha raggiunto gli oltre cinquemila dollari fino a progetti teatrali e cinematografici: il regista Hal Hartley in 30 giorni su kickstarter.com ha raccolto oltre 50 mila dollari per il cortometraggio Meanwhile.
 
 
La formula prevede attività di marketing non indifferenti per colpire target differenti. Molti offrono in cambio gadget e omaggi, ma lo scopo del sito resta quello di aiutare idee ed imprese lungimiranti, con progetti credibili. Insomma chi vuole lavorare duro ha di fronte un’alternativa al credito bancario. E in Italia? C’è www.eppela.com, sito che offre la possibilità di presentare idee e avviare la raccolta fondi. Avete in mente una grande idea verde? Misuratevi con la rete!
 
 
 
(Vincenzo Nizza)

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