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«Think to speak», per parlare usando le onde cerebrali

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Una nuova tecnologia permettere di abbattere le barriere della comunicazione: chi non può usare la voce, potrà pensare per comunicare

Si chiama Smartstones l’applicazione per smartphone che permette di inviare un messaggio senza digitare né aprire bocca, ma solo pensando. Sembra fantascienza, ma non lo è: questa tecnologia sta già permettendo alle persone con disabilità di comunicazione ad esprimersi tramite le onde cerebrali. Basta collegare questa applicazione per il discorso sensoriale ad una cuffia EEG wireless e le nostre sensazioni verranno trascritte: una rivoluzione.

Andreas Forsland, il fondatore e CEO di Smartstones, ha raccontato che questa idea gli è venuta quando sua madre è stata ricoverata in terapia intensiva per una polmonite e intubata: l’impossibilità di sapere come aiutarla, come capire i suoi desideri e farla stare meglio, ha fatto illuminare una lampadina nella sua testa. All’inizio ha pensato a qualcosa di molto rudimentale: un dispositivo da strofinare al fine di inviare un messaggio. Strofinandolo normalmente si poteva far sapere che si era svegli e attivi, strofinandolo con forza che si aveva bisogno di qualcosa; quindi due soli messaggi: «Sono sveglio» e «Vieni subito». Si chiamava Hopestone, poi è diventato Touchstone.

Speak :prose from Smartstones on Vimeo.

Era l’inizio di questa avventura.

L’idea è cresciuta molto rapidamente e moltissime persone hanno iniziato a richiederne l’uso: dai genitori di bambini autistici alle persone affette da SLA, passando per molte altre patologie. La differenziazione di tutte le richieste ha condotto verso lo step che mancava per la nascita del dispositivo finale: rendersi conto che il software era più importante dell’hardware, capire che rendere l’interfaccia utente utilizzabile da tutti era il punto focale. E quindi si è cercata una partnership con aziende di hardware sensoriali che, grazie ai loro sensori, hanno permesso una via d’uscita dei messaggi – è il caso di Emotiv che ha sviluppato la cuffia. 

Ed ecco Smartstone: una piattaforma di comunicazione per le persone che non possono parlare.

Le onde cerebrali catturate sono comandi per l’applicazione: la tecnologia è in grado di riconoscere una serie di diversi modelli di pensiero, e il dispositivo può anche riconoscere i modelli facciali, come i sorrisi o gli sguardi. Poi, maggiore ne è l’uso, maggiore ne è la sofisticazione personale.

Non è il primo tentativo in questo senso, sono stati già molti i dispositivi di comunicazione per le persone con disabilità, ma è di certo un traguardo da condividere perché, quando l’obiettivo è comune, ogni vittoria è un passo avanti verso un futuro migliore.

 

 

Andreas Forsland, comunicare, pensiero, Smartstones

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