Sicurezza alimentare: Efsa, attenzione ai rischi cancerogeni di caffe' e biscotti

L'Efsa, Autorità europea per la sicurezza alimentare, sta monitorando dal 2007 prodotti alimentari quali caffè, biscotti, patatine fritte. Potrebbe essere presente una sostanza come l'acrilammide che è un noto cancerogeno che si forma a temperature superiori ai 120 gradi centigradi

Caffè, biscotti e fritti cancerogeni. Mentre i cracker, i biscotti per l’infanzia e il pan di zenzero sono diventati più “sicuri”. Tutto dipende dalla presenza dell’acrilammide, composto chimico cancerogeno e genotossico che si forma nei prodotti alimentari durante la cottura a temperature elevate. L’acrilammide – si legge sul sito dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare – è una sostanza “che può formarsi negli alimenti, solitamente nei prodotti amilacei come patatine, patate fritte a bastoncino, pane e fette biscottate, durante la cottura (frittura, cottura al forno e alla griglia) a temperature pari o superiori a 120°C”. Si tratta di “un noto cancerogeno per gli animali da laboratorio; pertanto è opportuno mettere in atto misure per ridurre al minimo l’esposizione derivante da tutte le fonti, compresa la dieta”. In seguito alle indicazioni – nel 2005 - da parte dell’Efsa, solo nei gruppi di alimenti realtivi ai cracker, ai biscotti per l’infanzia e al pan di zenzero si è registrato però un abbassamento dei livelli. L’impegno “volontario” da parte dell’industria, sembra aver ottenuto un successo parziale. Dal monitoraggio triennale condotto dal 2007 al 2009 è emerso infatti che i livelli di acrilammide sono persino aumentati in alcuni prodotti. Il caffè, i cereali, orzo e patate fritte sono i gruppi di alimenti che hanno presentato i livelli medi più alti del composto chimico cancerogeno. L’Efsa, avverte l’Autorità europea con sede a Roma, “continuerà a monitorare gli sviluppi in atto nella ricerca scientifica. Il nesso tra acrilammide e rischio di cancro nell’uomo è ancora incerto: alcuni risultati farebbero pensare a una relazione tra l’esposizione umana e l’insorgenza del cancro, mentre altri sarebbero in contraddizione con tale conclusione". (Nereo Brancusi)

 

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