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Lisbona: raccolta cibo casa per casa, per ridurre lo spreco

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Per ridurre lo spreco di cibo, a Lisbona, alcuni volontari raccolgono gli alimenti non consumati da ristoranti, case e negozi e lo distribuiscono ai poveri

 

Ridurre lo spreco alimentare, aiutando chi ha bisogno: e’ questo lo scopo dell’iniziativa nata a Lisbona, dove un gruppo di cittadini volontari raccoglie il cibo non consumato in ristoranti,  negozi e case di privati cittadini. Il cibo raccolto e, fortunatamente non sprecato, viene poi distribuito alle associazioni che si occupano di assistenza ai poveri.

L’iniziativa che riduce lo spreco di cibo si chiama Re-food: i volontari raccolgono quello che non è stato venduto o consumato nelle panetterie, nelle salumerie, nelle drogherie, nei supermercati e nella case di privati cittadini. Nel quartiere di Nossa Senhora de Fàtima, per esempio, hanno aderito all’iniziativa contro lo spreco alimentare già 115 locali, mentre i volontari che operano sono più di 300. A Telheiras, invece, operano 200 volontari, mentre i negozi che hanno aderito a Re-food sono 150. ‘Il nostro obiettivo è di coprire tutta la città entro il 2014, e trasformare Lisbona nella prima città europea dove lo spreco dei cibo è azzerato. Può sembrare un traguardo azzardato, ma vista l’enorme partecipazione che stiamo riscontrando in tutti i quartieri della città, penso che lo centreremo’ – ha affermato Hunter Halder, responsabile del progetto Re-Food.

 

Oltre ad evitare lo spreco di cibo i volontari evitano anche l’immissione in aria di polveri sottili e inquinanti: la raccolta del cibo e la sua distribuzione avviene in bicicletta. 

(gc)

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alimentazione, poveri, ridurre spreco, spreco di cibo

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