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Italia invasa da olio tunisino e greco nonostante la produzione interna. Coldiretti: ‘rischio frodi’

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L’Italia produce molto olio ma ne importa tantissimo, secondo Coldiretti si rischiano frodi e poca chiarezza 

Nel 2015 l’importazione di olio tunisino è aumentata di otto volte rispetto al 2014 secondo i dati diffusi da Coldiretti sulla base delle rilevazioni dell’Istat basate sui primi sette mesi di quest’anno.

E secondo questi dati anche la Grecia ci ha fornito moltissimo olio: l’export ellenico verso lo stivale è aumentato del 517%.

Ma il dato paradossale, sempre diffuso da Coldiretti, è che l’Italia è il principale importatore mondiale di olio di oliva nonostante l’andamento positivo della produzione nazionale.

‘Il rischio concreto – sostiene Coldiretti – è il moltiplicarsi di vere e proprie frodi e inganni, con gli oli di oliva importati che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori. Sulle bottiglie di extravergine – precisa la Coldiretti – ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è infatti quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte ‘miscele di oli di oliva comunitari’, ‘miscele di oli di oliva non comunitari’ o ‘miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari’ obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva’.

In queste condizioni, per garantire la trasparenza di mercato occorre anche dare concreta applicazione alle norme già varate con la legge ‘salva olio’, la n.9 del 2013′, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Recentemente abbiamo anche assistito allo scandalo dell’olio extravergine contraffatto.

Infatti, come avevamo già scritto, l’olio extravergine di oliva della distribuzione moderna (Gdo), venduto sottocosto come prezzo civetta presenta numerosi difetti.

E riguardo all’olio di oliva ricordiamo 5 errori da evitare.

 

 

 

 

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