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Crisi colpisce soprattutto disabili e malati

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Con la crisi, numerosi disabili e malati hanno perso la forza economica per acquistare i farmaci

 

La crisi colpisce soprattutto disabili e malati: in Italia dal 2013 ad oggi, in tanti hanno perso la forza economica per acquistare i farmaci, anche quelli da prescrizione medica. La notizia preoccupa, soprattutto dal momento che l’8% della famiglie italiane ha in casa un disabile e che in Italia su circa 4 milioni di persone con handicap oltre il 48% vive da solo senza il sostegno dei parenti. Di tutto questo si è parlato a Lourdes,  in occasione del lancio del progetto ‘Il cuore nello zaino’, promosso dall’Unitalsi (Unione Nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) e dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus e presentata oggi a margine del pellegrinaggio nazionale Unitalsi.

Ad incidere sulla situazione è certamente la decisione del Governo di tagliare i fondi: se lo Stato investiva per i ‘diversamente abili’ circa 1 miliardo di euro, nel 2014 ha previsto solo 250 milioni.  Ed è per questo che è nato ‘Il cuore nello zaino’: il progetto intende fornire gratuitamente i farmaci utilizzati dal servizio sanitario di Unitalsi per gli zaini di primo soccorso impiegati in tutti i pellegrinaggi accanto per le persone malate e disabili.  L’iniziativa si svilupperà con altre due tappe per il 2015:

1.       ‘Il treno della speranza’, che prevede la fornitura di medicinali da parte del Banco Farmaceutico a tutti i treni dell’Unione che partono per i pellegrinaggi

2.        ‘Insieme nelle periferie del mondo’, grazie alla quale anche le case di accoglienza per persone disabili e malate dell’organizzazione presenti in tutta Italia, potranno ricevere dal Banco Farmaceutico medicinali e materiale sanitario.

 

‘Banco Farmaceutico – ha detto Paolo Gradnik, presidente della Fondazione Banco farmaceutico onlus – ha accettato la sfida dell’Unitalsi perché siamo convinti che per contrastare la crisi e le povertà da essa scaturite occorra fare rete. I dati che abbiamo presentato oggi ci dicono che anche le categorie sociali che dovrebbero essere più protette cominciano a trovarsi in difficoltà. Un campanello di allarme che deve fare raddoppiare i nostri sforzi per fare in modo che in Italia si allarghi sempre di più la rete di solidarietà che sta sostenendo in silenzio un Paese in grandi difficoltà’.

gc

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