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Il binomio inscindibile fra sport e salute

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Sport e Salute sono un binomio inscidibile, eppure non sempre il primo viene considerato tra le discipline piu’ importanti. Il caso della Sicilia

Antropologicamente, lo sport in Sicilia è stato sempre considerato l’ultima delle discipline. L’attenzione nei confronti del mondo sportivo è sempre stata molto scarsa. Chiaramente testimoniata dai drastici tagli effettuati nella stesura della finanziaria di quest’anno, nella quale le somme destinate allo sport sono state ridotte del 65 per cento circa, rispetto al 15 per cento dei tagli effettuati negli altri comparti. Questo ha comportato una riduzione sostanziale di società che partecipano a campionato nazionale.

Secondo uno studio effettuato  dalla Fondazione Centro Ricerche Economiche Angelo Curella di Palermo, emergono dati raccapriccianti. Lo studio si è concentrato sulla relazione tra sport e ricchezza generata dallo stesso all’interno della Regione Sicilia. Lo sport, oltre ad essere il terzo pilastro educativo insieme alla famiglia e alla scuola, è un tesoro nascosto che rappresenta il 3 per cento del P.I.L.

?Inoltre, non possiamo negare, che rappresenta la più ramificata e ampia rete di aggregazione sociale e culturale esistente in Italia, dove si conta un punto sportivo ogni 631 abitanti, superiore, ad esempio, alla rete delle tabaccherie, alle panetterie, alle banche, alle chiese, eccetera.

?In Sicilia ci sono circa 100.000 occupati nello sport; poco più di 2 miliardi di euro è la spesa per l’acquisto di beni e servizi sportivi; 350 milioni di euro vengono incamerati in tasse sullo sport dall’amministrazione pubblica; 400 milioni di euro la spesa imputabile a patologie legate all’obesità, al netto dei costi umani in termini di malattie, decessi ed accorciamento della vita media e di quelli psicologici.

Nessun ente è attrezzato ad affrontare un percorso  che vada verso questo orientamento. Il sistema scolastico, per esempio, non ha ancora compreso la valenza sociale e valoriale dello sport e presenta lacune e insufficienze nell’impiantistica e nell’accoglienza sportiva della disabilità, solo una palestra su 5 ha eliminato le barriere architettoniche. Un’ora al giorno di attività motoria potrebbe diminuire di molto la percentuale di sovrappeso dei bambini (futuri adulti). Estendere l’attività motoria a tutti gli alunni della scuola primaria costerebbe soltanto 8 milioni di euro e porterebbe, nel tempo, a risparmiare parecchie centinaia di milioni di euro.

A fronte delle suddette cifre, la Regione Siciliana ha previsto per lo sport (legge 8/78) soltanto 3,7 milioni di euro (8,5 milioni nel 2011, oltre 11 milioni nel 2010). Se si valutano i numeri percentuali del territorio della Provincia di Enna riscontriamo una situazione, se mai fosse possibile, ancora più deprimente rispetto alle medie dell’isola. Per questo motivo, il Consiglio Provinciale del Coni, facendo proprio il documento regionale, mette in evidenza pochi ma importanti punti di intervento richiesti in favore del mondo dello sport; in particolare:programmare un reale adeguamento dell’impiantistica sportiva regionale alle esigenze della sempre crescente domanda di sport definendo i percorsi o finanziando, ad esempio, i progetti esistenti sull’impiantistica sportiva perché vedano finalmente la luce e prevedendo un rilancio dell’impiantistica sportiva di base, tanto utile alla sana crescita dell’individuo; porre attenzione sul settore delle sport dei diversamente abili, prevedendo interventi in favore del Cip e delle associazioni sportive a esso affiliate per progetti di assoluta validità sociale, coinvolgendo l’Assessorato competente; confermare l’impegno in favore dello sport nella scuola, attraverso un finanziamento del progetto nazionale di alfabetizzazione

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benessere, famiglia, salute, scuola, sport

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