Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato-Iran, Trump lancia 'Project Freedom' a Hormuz: Teheran alza livello dello scontro-Mattarella accoglie gli azzurri del tennis al Quirinale e ricorda Zanardi: "Grande spessore umano e sportivo"-Leroy Merlin, con Talent Lab obiettivo 60% manager interni-Rubio a Roma, incontrerà Papa Leone XIV: Vaticano ufficializza-Scudetto Inter, da Amadeus a Tananai: chi c'era alla festa in piazza Duomo

La “moda” del senza glutine costa 105 milioni agli italiani non celiaci

Condividi questo articolo:

Perché pagare per cibi senza glutine se non ne abbiamo bisogno? La “moda” del glute-free non ha senso

In Italia si è diffusa la moda dei cibi senza glutine tra i non celiaci: una scelta che non ha molto senso e che è costata 105 milioni di euro ai consumatori. Di fatto hanno acquistato prodotti per loro non necessari. 

E, oltre al costo c’è un fattore dietetico: “nessuna ricerca – spiega Giuseppe Di Fabio, presidente AIC (Associazione Italiana Celiachia) – ha finora dimostrato qualsivoglia effetto benefico per i non celiaci nell’alimentarsi senza glutine, anzi. Gli studi scientifici stanno ampiamente dimostrando che in chi non è celiaco l’esclusione del glutine è inutile”.

Secondo una ricerca, questa “moda” può avere delle controindicazioni per la salute perché aumenta le probabilità di sviluppare diabete di tipo 2.

La dieta senza glutine è invece essenziale per i pazienti celiaci: in Italia si stimano circa 600.000 casi, pari all’1% della popolazione, ma i diagnosticati ad oggi sono appena 190.000.

La “moda” del senza glutine rischia di danneggiare chi veramente ne ha bisogno. Il Servizio Sanitario Nazionale infatti eroga ai pazienti celiaci i prodotti dietetici senza glutine fino a un tetto massimo di 90 euro/mese per paziente: “I celiaci hanno faticosamente conquistato diritti e tutele che però – avverte l’AIC – rischiano di essere messi in discussione dal diffondersi della moda del senza glutine tra i non celiaci, che banalizza la malattia”.

Ci sono in commercio anche i cosmetici “glute free”: per i celicaci è una presa in giro.

Altri articoli consigliati per te:

Questo articolo è stato letto 45 volte.

dieta, gluten free, moda, salute, Senza Glutine,

I commenti sono chiusi.