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Crisi ortofrutta, quando le pesche nettarine danno piu’ lavoro della Fiat

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La crisi dell’ortofrutta in Emilia Romagna investe anche la pesca nettarina, per questo si stanno battendo le associazioni di categoria a livello istituzionale. 20 mila gli ettari dedicati alla frutta che fa 20 mila occupati nel settore, l’equivalente di quattro stabilimenti Mirafiori

Un po’ per colpa dei prezzi, un po’ per colpa delle conseguenze dovute all’allarme del batterio killer, è crisi ortofrutta in Emilia Romagna. E le tre grandi organizzazioni cooperative – Fedagri-Confcooperative, LegaCoop e Agci-Agrital – fanno sempre più pressing sulle isituzioni per arrivare al nuovo accordo interprofessionale con la Grande distribuzione organizzata, soprattutto per quanto riguarda la pesca nettarina, punto di forza dell’ortofrutta emiliana. Sono 13mila, nella sola provincia di Ferrara, gli ettari destinati al pero e 6mila quelli destinati al melo. Calcolando anche gli alberi di pesco, gli ettari totali destinati a frutteto superano i 20mila. Per capire l’importanza del settore per il sistema economico, non solo regionale ma anche nazionale, basta partire dall’equazione su cui ci si basa a livello istituzionale per le erogazioni dei contributi al settore. Che determina che ogni ettaro di terreno vale, in termini occupazionali, un anno di lavoro di un addetto. Se due più due fa quattro la provincia ferrarese per la sola voce frutticoltura, compreso l’indotto, vale 20 mila persone in un anno. Questo vuol dire che la frutticoltura – solo a Ferrara – vale, per quanto riguarda l’occupazione, quattro stabilimenti Mirafiori. Lo stabilimento Fiat, che prende nome dal vecchio castello Mirafiori dei Savoia, conta infatti circa 5.400 operai. (Nereo Brancusi)

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