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Bill Gates ‘guarda’ alla Banca Mondiale. Ma pensa all’agricoltura

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Dal Pc al trattore, il magnate dell’informatica vuole portare la tecnologia dell’hi-tech nell’agricoltura. E vincere la fame della poverta’, e’ questo il nuovo corso di Bill Gates

Il nuovo presidente della Banca mondiale potrebbe investire in agricoltura anziché in Borsa. Bill Gates, in corsa insieme a Hillary Clinton per la poltrona di Robert Zoellick, è chiaro – dalle pagine di Repubblica – sulla questione: bisogna investire nella terra. “Gli investimenti nell’agricoltura sono la miglior arma contro la fame e la povertà, e intorno ad essi passa la linea di demarcazione fra la vita e la morte per centinaia di milioni di persone. Se volete prendervi cura dei più poveri e sfortunati, dovete prendervi cura dell’agricoltura”. Un vero sasso nello stagno: l’uomo dei computer per eccellenza punta alle banche pensando all’agricoltura.

Come dire: dal Pc al trattore. Secondo Gates non è solo questione di finanziamenti: “la comunità internazionale degli agricoltori deve essere più innovativa, organizzata, efficiente. Per questo, sei anni fa con Melinda – la moglie ex dirigente Microsoft con la quale ha dato vita 15anni fa alla Fondazione cui si dedica anima e corpo contro la fame nel mondo – abbiamo deciso di impegnarci non più solo contro le malattie più terribili del pianeta (malaria, tbc, polio) ma anche nell’agricoltura: per portare la nostra esperienza manageriale, ottimizzare gli investimenti, evitare sprechi e dispersioni. È inaccettabile che l’Africa sia costretta ad importare prodotti agricoli quando potrebbe essere un esportatore formidabile”.

Insomma chiaro e tondo: l’agricoltura va cambiata attraverso le capacità organizzative manageriali. In un momento in cui tutto il sistema economico globale sembra essere messo in discussione quello del primario è il settore anticiclico per definizione, soprattutto perché basato sull’economia reale. Secondo il magnate dell’informatica occorre investire sulla ricerca e sull’innovazione.

Aiutare gli agricoltori nei paesi in via di sviluppo a comprare i fertilizzanti, ma anche a scegliere le piante che è più conveniente coltivare. “Dobbiamo lavorare tutti insieme per raggiungere gli obiettivi, e dobbiamo farlo con metodi più innovativi, usando per esempio le possibilità offerte dalla tecnologia digitale. Non lo dico per il mio background, ma l’hi-tech di rete è in grado di dare un contributo straordinario alla produttività e all’efficienza in agricoltura”.

Nereo Brancusi

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