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Agricoltura, terre statali ai giovani. Cosa fara’ il neo ministro?

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A neanche 24 ore dal giuramento del neo titolare del dicastero delle Politiche agricole, Mario Catania, piombano sul suo tavolo problemi da risolvere. In primis il dossier che riguarda la vendita delle terre agricole di proprietà dello Stato ai giovani agricoltori

Nuovo ministro, vecchie questioni da risolvere. Non sono passate neanche 24 ore dal giuramento del neo titolare del dicastero delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, che già sulla sua scrivania piombano problemi da risolvere. In primis il dossier, lasciato in sospeso dal precedente governo, che riguarda la vendita delle terre agricole di proprietà dello Stato ai giovani agricoltori.

“Dalla vendita dei 338mila ettari di terreni agricoli pubblici, prevista dalla legge di stabilità, possono nascere fino a 43mila nuove imprese agricole condotte da giovani, ai quali è stato assicurato il diritto di prelazione nelle procedure di cessione” ha affermato Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa.

Un modo per richiamare l’attenzione su un tema molto sentito dai coltivatori diretti. Secondo alcune stime sarebbe il Lazio la Regione in cui potrebbero, in caso si procedesse alle vendite, nascere il maggior numero di nuove aziende giovani. Parliamo di 6.500 imprese. Mentre in Campania dovrebbero essere 4.300, nel Trentino 3.800, in Piemonte 3.700, in Calabria 3.500 e in Puglia 2.600.

La crisi, secondo SWG/Coldiretti Giovani Impresa, non ha bloccato la volontà di crescita delle giovani imprese agricole che, anche in questa congiuntura non favorevole, per il 78 per cento ha realizzato investimenti per l’espansione dell’attività o il miglioramento della qualità dei prodotti. Insomma, la volontà dei giovani di crescere c’è, bisogna vedere se saranno messi in condizione di farlo.

(Giacomo Gallo)

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