Bambini e cura della pelle: si fa presto a dire crema

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Oltre un bambino su cinque ha a che fare con la dermatite atopica, spesso per curarla basta una terapia locale. Ma quali farmaci scegliere? Come applicarli? E soprattutto, come rendere la terapia sopportabile per i piccoli? In Italia ad aiutare mamma e papà c’è l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Colpisce oltre il 20% dei bambini e si manifesta con infiammazioni e lesioni della pelle di varia gravità, estremamente pruriginose e in alcuni casi rappresenta il primo sintomo di reazioni allergiche a carico di vari organi e apparati come i bronchi (asma) e le mucose nasali (rino-congiuntivite allergica).
 
È la dermatite atopica, patologia dalla causa non ancora ben conosciuta e che oggi si può curare con una terapia locale (applicazione di farmaci direttamente sulla cute) fondamentale per ripristinare la barriera cutanea e la sua funzione; tuttavia la somministrazione della terapia risulta complessa da eseguire senza adeguata preparazione e impegnativa in termini di tempo.
 
Per un genitore è molto difficile, infatti, saper riconoscere le varie fasi della malattia e conseguentemente riuscire ad applicare i prodotti nella giusta sede, modalità e quantità. Inoltre i bambini mal tollerano l’applicazione delle creme e vedono la medicazione come una punizione.
 
Per aiutare i piccoli pazienti e i genitori a saperne di più su questa patologia e a familiarizzare correttamente con il trattamento da seguire, il 23 settembre 2011, alle ore 9, presso l’Aula Salviati (piazza Sant’Onofrio, 4 – Roma), l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù aderisce alla prima Giornata nazionale dedicata all’educazione terapeutica promossa dalla Fondazione francese per la Dermatite Atopica, con un incontro/seminario per approfondire i vari spetti della malattia, dalla diagnosi alla terapia.
 
L’educazione terapeutica per i pazienti affetti da dermatite atopica è, infatti, un processo indispensabile per garantire il successo del trattamento delle malattie croniche, complesse e che comportano notevoli difficoltà pratiche al momento dell’applicazione della cura. Per insegnare a gestire la malattia – soprattutto i casi maggiormente problematici – e per sostenere i piccoli affetti da patologie cutanee anche rare (come l’epidermolisi bollosa ereditaria), il Bambino Gesù promuove già da anni delle sessioni individuali di educazione alla terapia.
 
Il percorso educazionale è affidato al dermatologo e all’infermiere (in alcuni casi è prevista la presenza dello psicologo) e consiste in una parte teorica e una parte pratica. Nella prima fase viene dato un appuntamento ai genitori in un ambiente separato dall’ambulatorio per poter illustrare tutte le informazioni necessarie fornendo loro anche opuscoli sulla malattia. Per i bambini è a disposizione materiale illustrato appositamente redatto per essere compreso anche dai più piccoli.
 
Nella seconda fase il piccolo paziente viene curato dal personale infermieristico dedicato in presenza dei genitori, in modo da trasmettere la manualità per una corretta medicazione da eseguire a domicilio. In particolare viene mostrato come, quando e quanto utilizzare i prodotti topici e come effettuare il bendaggio delle lesioni.
 
Il modello terapeutico realizzato con successo al Bambino Gesù è innovativo, affermato a livello internazionale, e risulta particolarmente efficace nei casi in cui sia necessario effettuare diverse terapie topiche per un lungo periodo. Nel caso della dermatite atopica, infatti, non è possibile eseguire una sola prescrizione adatta al paziente, ma il trattamento varia continuamente in funzione della manifestazione della dermatite stessa, anche nell’arco della stessa giornata.
 

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