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Shopping compulsivo? La colpa e’ del profumo d’arancia

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Se in tempi di crisi volete evitare gli acquisti, dovete stare l’ontani anche dal profumo d’arancia: il suo aroma si e’ rivelato efficace per l’aumento delle vendite

Il profumo di arancia nell’aria aumenta le vendite. E’ proprio il caso di dirlo, qualche volta la natura tira brutti scherzi. State passeggiando per fare acquisti natalizi e sentite all’improvviso un inebriante profumo di arancia? Non respirate e tirate dritti per la vostra strada. Già perché sembra siano anni che gli “scienziati del marketing” utilizzano aromi tra i più differenti, legati strettamente al prodotto da vendere o alla stagione. Profumo di pino durante le feste natalizie. Soprattutto prima. Ma anche profumo di biscotti appena sfornati all’interno di un’agenzia immobiliare. È il marketing del profumo, chiamato appunto scent marketing. Termine che in inglese vuole significare anche pista. Come quella seguita dai nasi conturbati e ipnotizzati – sembrerebbe – dall’incontro di odori soavi e penetranti. Senza dubbio la tecnica è particolarmente invasiva e subdola perché non coinvolge soltanto la vista e l’udito così come fanno tutti gli altri media pubblicitari.

Mentre qualcuno si diverte a giocare con il nostro subconscio, Eric Spangenberg della Washington State University College of Business e pioniere dello scent marketing, con alcuni colleghi svizzeri ha scoperto il profumo più efficace nelle vendite. La ricerca ha prodotto questi risultati: le vendite aumentavano notevolmente quando i profumi immessi nell’aria avevano un semplice aroma d’arancia. Ma anchencon una variante a cui hanno aggiunto basilico ed essenza di tè verde. Risultato: venti per cento in più di spesa da parte degli acquirenti.

Se siamo così sicuri di saperci controllare di fronte agli acquisti – e questo è il periodo migliore per sperimentarlo – possiamo tranquillamente passeggiare in coppia ammirando le vetrine. Ma se la nostra lei o il nostro lui chiedono troppo, possiamo sempre rispondere: “sento odore d’arancia, andiamo via, poi ti spiego”. 

(Vincenzo Nizza – fonte treehugger.com)

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