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Migranti: Casarini, ‘continuerò a disobbedire, abbiamo salvato vite dall’inferno della Libia’

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Palermo, 19 mar. (Adnkronos) – “Due anni fa, esattamente oggi, entravamo nelle acque territoriali italiane, disobbedendo all’intimazione di una nave da guerra che l’allora ministro Salvini aveva inviato per impedire la messa in sicurezza di 50 esseri umani soccorsi dalla nostra Mare Jonio. 50 vite salvate dall’inferno della Libia, e dalla morte in mare. Era la politica dei “porti chiusi” quella che doveva fermarci, abbiamo risposto con la politica del “prima si salva e poi si discute”. Abbiamo vinto noi, anche sulle accuse di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” che partirono dal Viminale”. Lo scrive su Facebook Luca Casarini, capo missione di Mediterranea Saving Humans. “Abbiamo vinto senza scappare dal processo, come invece nelle stesse ore faceva l’allora ministro avvalendosi dell’immunità che il Senato gli accordava, usando un privilegio che solo chi è potente può utilizzare – dice – Abbiamo vinto con questo sorriso, e anche se fossimo andati in galera, beh, ne sarebbe valsa la pena. Salvare una vita è il nostro privilegio, ma non te lo concede nessun potente. Te lo prendi, lo scegli senza chiedere il permesso”.

“Lo dico personalmente, in modo che gli apparati dello Stato preposti oggi alla mia sorveglianza, ne possano prendere nota senza sprecare inutilmente risorse pubbliche come stanno facendo con intercettazioni, pedinamenti, maxi processi che durano anni – dice Casarini – appena posso lo rifaccio, e se anche mi fermate, dentro di me lo rifaccio e farò di tutto per aiutare chi può continuare. Costi quel che costi. Come due anni fa, al vostro ordine continuerò a disobbedire. Perché obbedisco ad altro, di fronte al quale le vostre leggi ingiuste e criminali, ciniche e orribili, non possono niente. Con il sorriso e senza odio per voi. Che siete miseri e piccoli davanti alla gioia di chi è scappato da un lager, di chi è scappato dalla morte che gli avevate cucito addosso”.

“A me basta questo per rispondere e non ho grandi argomentazioni. Continuerò a farlo perché è giusto, perché non giro la testa dall’altra parte anche se me lo ordinate. Siete voi che abbasserete lo sguardo, e non perché guardate dall’alto in basso chi come me non conta niente al confronto con le vostre stellette, con il vostro potere. Abbasserete lo sguardo perché sapete già che la dignità umana non la potete arrestare. – conclude – E dunque, fratelli e sorelle di quel giorno di due anni fa, gridiamo di nuovo insieme “Liberte’ Liberte’!”. Che viva la vita”.

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