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**Governo: partita sottosegretari alle battute finali, ma è ancora lite su ‘quote’** (2)

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(Adnkronos) – Un sudoku di difficile composizione, anche perché si intreccia con le dinamiche interne a ciascuna forza di maggioranza e a due variabili di cui i partiti dovranno tenere conto: più donne e più sud. Nel M5S la partita è delicatissima, viste anche le dinamiche interne a un Movimento sul filo dell’implosione. Oggi i senatori, spiega una fonte grillina all’Adnkronos, “hanno chiesto sei posti in squadra su 11 disponibili: follia”. Gestire il malcontento interno non è affatto semplice, anche perché il rischio di nuovi addii è dietro l’angolo, soprattutto tra quanti sperano in un ruolo ma resteranno a bocca asciutta. “Crimi si muove sulle uova ed è certo che ne romperà più d’una”, dice un autorevole fonte 5 Stelle.

Certo è che con quel “i compiti non sono stati fatti” Salvini si riferisse proprio ai pentastellati, che ieri non hanno consegnato la lista dei loro al sottosegretario alla presidenza Roberto Garofoli. Di quell’elenco dovrebbero far parte Laura Castelli, riconfermata al ministero dell’Economia, Pierpaolo Sileri alla Salute, ma anche Giancarlo Cancelleri, seppur la sua permanenza ai Trasporti o il passaggio al Sud rischia di creare parecchio dissenso nel M5S, per via della regola dei due mandati che verrebbe nuovamente bypassata. All’Interno dovrebbe essere confermato Carlo Sibilia, alla Difesa potrebbe far ritorno Angelo Tofalo. Agli Affari esteri se la giocano i due ex, Manlio Di Stefano e Emanuela Del Re, anche se, a sorpresa, non è escluso che spunti all’ultima curva Marta Grande.

Al Lavoro in pole Maria Pallini, all’Istruzione se la giocano Gianluca Vacca e Luigi Gallo anche se si fa spazio anche la candidatura di Barbara Floridia, alla Giustizia Francesca Businarolo. Tra le new entry, girano i nomi di Luca Carabetta all’Innovazione e del giovanissimo Luigi Iovine, che potrebbe scalzare Tofalo dalla corsa alla Difesa. Rischia invece di restare col cerino in mano, come anticipato dall’Adnkronos venerdì scorso, Stefano Buffagni, dato in arrivo alla Transizione ecologica o, nel peggiore dei casi, confermato al Mise: potrebbe pagare lo scotto ‘quote rosa’ oltre al rapporto difficile con il capo politico reggente Crimi. E comunque, più in generale, troppi nomi in corsa per i pochi posti a disposizione, il che rischia di aprire una nuova guerra interna al Movimento, assottigliandone ulteriormente le file.

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