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Caos procure: gip Matassa, ‘perché lettera a Mattarella non l’hanno firmata tutti magistrati?’ (4)

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(Adnkronos) – Nel documento è scritto: ‘Lo scandalo continua’. “I francesi direbbero “Soyons réalistes!”, ovvero guardiamo alle cose provando a vederle per come esse sono. Per giustificare “la sua verità” – dopo essere stato velocemente (una rapidità davvero mai vistasi nella storia della Giustizia italiana) azzerato dal consesso degli umani – l’ex magistrato Palamara racconta in un libro centinaia di fatti tutti di rilevanza penale. Alcuni magistrati – solo alcuni – vengono sbattuti fuori con ignominia, altri – nelle precise, identiche condizioni – non solo non si fanno da parte, ma continuano a svolgere le loro alte mansioni addirittura vestendo il ruolo di giudici delle condotte che loro stessi hanno condiviso”. “Non pensa che questo sia un paradosso inaccettabile?- dice – E allora torniamo alla frase dei francesi che, durante il tempo della rivoluzione del maggio parigino, era scritta in ogni piazza: “Siate realisti: chiedete l’impossibile!” Invochiamo l’impossibile, ovvero la fine di questo scandalo al sole…”.

Alla domanda se ha letto il libro ‘Il Sistema’ di Luca Palamara e che idea si è fatto, Lorenzo Matassa replica: “Per fortuna il mio pensiero sul libro conta poco, ma se fossi un sociologo della comunicazione noterei qualcosa di straordinario. Trecentomila copie vendute in neppure un mese. Un bestseller che neppure Harry Potter riesce ad eguagliare. Dire che è un successo, perché acquistato da tanti magistrati ed avvocati, non sarebbe una rappresentazione di verità. Per questo motivo – scherzando – ho colto, in questa pubblicazione, una connotazione pornografica perché in essa sono descritte tutte le indicibili ed incredibili promiscuità della magistratura viste dal buco della serratura. La toppa della porta – non vi è bisogno di dirlo – è quella della stanza da letto dell’ex presidente dei magistrati italiani”.

“I protagonisti del racconto sono coloro che, di volta in volta, hanno accettato di entrare nel suo casino e consumare rapporti mercenari. Così ho capito che gli italiani vogliono sì la Giustizia, ma allo stesso tempo amano il porno più estremo…”, conclude Lorenzo Matassa.

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