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Covid: rettore UniPa, ‘anno complesso, donati tremila tablet e avviato subito la Dad’ (2)

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(Adnkronos) – Poi il rettore ha ricordato che la da “è un tema sul quale l’Università si dovrà interrogare anche nei prossimi anni, che bisogna trovare delle forme di complementarietà tra la didattica in presenza e la didattica a distanza; cancellare la didattica a distanza sarebbe sbagliato. Io penso a tante situazioni, penso agli studenti stranieri, agli studenti lavoratori, ma anche agli studenti genitori, agli studenti che sono negli ospedali, a anche agli studenti che sono nelle carceri. E allora ecco che realizzare dei meccanismi di complementarietà, che possano continuare a mantenere la didattica in presenza, ma aiutare, dare Diritto allo Studio – il tema del Diritto allo Studio garantito dalla Costituzione per noi è naturalmente fondamentale – e quindi potere continuare ad utilizzare strumenti per aiutare il Diritto allo Studio, soprattutto per quelle categorie un po’ più in difficoltà, credo che sia fondamentale”.

Ha parlato anche del numero degli iscritti: “In questi anni, dal 2015, abbiamo davvero invertito la tendenza., rispetto ad una tendenza precedente che vedeva un continuo calo di iscritti, siamo riusciti ad invertirlo. Noi in questi anni, dopo cinque anni abbondanti, si possono tirare alcuni bilanci. Gli immatricolati puri, cioè i ragazzi che per la prima volta si sono iscritti all’Università, sono cresciuti del 34% dal 2015 ad oggi; percentuali alte anche per gli iscritti al primo anno, per gli iscritti regolari, cioè gli iscritti in corso; anche per gli iscritti alle magistrali – un tallone d’Achille storico che Palermo aveva era il passaggio dalle triennali alle magistrali perché molti andavano a fare le magistrali magari nei Politecnici del Nord – e invece il numero di iscritti alle magistrali addirittura è cresciuto del 44% dal 2015 ad oggi; quindi c’è stata una crescita importante, continua nel corso di tutto questo periodo”.

E ha ricordato i momenti più belli del suo mandato che scade a fine anno: “Ci sono stati tanti momenti ma per me i momenti più belli sono stati i Graduation Day; noi abbiamo voluto introdurre questo sistema del festeggiamento delle lauree che non c’era. All’inizio ricordo che qualcuno lo definì una “americanata”; in realtà sono sempre stati dei momenti di grande gioia dove l’emozione negli occhi dei ragazzi era assolutamente palpabile; questo fatto di avere voluto organizzare i Graduation Day nella Città, simbolicamente ogni volta i Graduation Day sono stati dei momenti dai quali si partiva da luoghi dell’Università, dallo Steri, da Giurisprudenza, da Sant’Antonino, comunque da luoghi dell’Università e si raggiungevano luoghi della Città; è stato qualcosa, e spero di poterlo ancora fare se la pandemia ce lo consentirà ancora”. Gli interventi sono stati intervallati da alcune letture di Pamela Villoresi che ha letto: Leonardo Sciascia, La Sicilia, il Suo cuore; Gesualdo Bufalino, Suasoria; Dante Alighieri, Divina Commedia, Canto XVI vv. 85-142. Con accompagnamento musicale di Mario Incudine e Antonio Vasta.

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