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Inaugurato l’anno accademico UniPa

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Palermo, 22 feb. (Adnkronos) – “E’ stato un anno molto complesso. Ricordo perfettamente quei giorni di fine febbraio e inizio marzo dell’anno passato quando all’improvviso si è dovuto stravolgere tutto. Noi abbiamo rinviato di una settimana l’inizio delle lezioni del II semestre proprio per mettere a punto un nuovo sistema che era completamente nuovo e completamente diverso rispetto al passato. Devo dire fin dall’inizio il filo conduttore, l’obiettivo era quello di non lasciare nessuno indietro dei nostri studenti naturalmente e di non lasciare nulla di non fatto, ed è per questo che noi fin dall’inizio siamo partiti subito con la didattica a distanza”. Lo ha detto il rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico, per la prima volta in streaming. Sono intervenuti anche il Direttore Generale, Antonio Romeo, il Rappresentante del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, Salvatore Granata, e la Rappresentante degli studenti, Ilenia Concetta Giardina. E ha concluso l’ex ministro Gaetano Manfredi.

“Poche settimane dopo abbiamo organizzato le prime lauree a distanza e così via – dice il rettore intervistato dalla giornalista Adnkronos Elvira Terranova- Non si è fermato mai nulla e tutto ha continuato ad andare avanti da quel momento. C’è stato uno sforzo veramente straordinario che è stato fatto da tutti, dai docenti, dal personale non docente. Tutti hanno collaborato con questo obiettivo: di non lasciare nessuno indietro. Devo dire si è davvero radicalmente cambiato tutto. Abbiamo potenziato le aule, il wi.fi., abbiamo fatto tutta una serie di azioni per facilitare la possibilità agli studenti di seguire le lezioni, per esempio abbiamo donato 3000 Tablet agli studenti in maggiori difficoltà economiche, abbiamo dato connettività”.

“L’obiettivo è stato comunque quello di riuscire ad andare avanti; devo dire che le cose hanno funzionato nella misura in cui sostanzialmente il numero di laureati che noi abbiamo registrato nelle diverse sessioni del 2020, il numero di esami sostenuti, il numero di crediti acquisiti non è stato diverso rispetto all’anno precedente. Quindi davvero, non si è fermato nulla. Naturalmente poi a settembre abbiamo provato a ripartire e quindi abbiamo ripreso le lezioni in presenza; poche settimane dopo siamo dovuti tornare di nuovo a distanza però devo dire che complessivamente l’esperienza di un anno ci ha detto che in fondo come tutto il sistema universitario italiano, anche noi abbiamo dimostrato resilienza, abbiamo dimostrato quella capacità di resistere bene all’impatto, di trasformarci, di migliorarci, di imparare e comunque di andare avanti”, ha aggiunto Micari.

“Un cenno lo voglio dare poi al Policlinico perché devo dire nella emergenza della pandemia, il Policlinico che è una parte della nostra Università è strettamente collegato a noi, devo dire che ha retto molto molto bene – ha detto – Il Policlinico è stato alla frontiera, un po’ in tutti gli istanti, dalla fase della diagnostica con i tamponi, alla fase della cura; si sono attrezzati di una ottantina di posti letto per il Covid, otto posti di terapia intensiva, adesso nella fase della vaccinazione; cioè devo dire il Policlinico è stato presente in tutti quanti questi momenti anche perché nella seconda parte del 2020 con la nuova Direzione strategica, col nuovo commissario straordinario, si sono fatti diversi passi in avanti importanti. Abbiamo aperto un nuovo reparto di terapia intensiva ed era da 30 anni che non si facevano nuovi reparti di terapia intensiva e si sono finalmente riattivati i locali ex IMI, dopo 12 anni che erano stati chiusi; quindi anche sul fronte dell’assistenza abbiamo retto bene, c’è stato davvero un bel contributo da parte dell’Università e del Policlinico”.

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