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Governo: esordio Draghi ‘istituzioni collaborino’, e promette svolta Pa/Adnkronos

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Roma, 19 feb. (Adnkronos) – Il primo discorso pubblico, dopo aver incassato la fiducia di Senato e Camera, lo tiene in Corte dei Conti per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, presente anche il Capo dello Stato e suo più fedele alleato Sergio Mattarella. Un discorso alto, con “lo sguardo rivolto al futuro”, come sarà la visione del suo governo, stando almeno a quanto affermato ieri nell’Aula di Montecitorio. Mario Draghi segna il suo esordio nelle vesti di presidente del Consiglio, guardando all’unità delle istituzioni e promettendo un cambio di passo su due fronti che ostacolano l’Italia e la ripartenza, impedendole di uscire dalle secche: la lotta alla corruzione e una Pubblica amministrazione in affanno. Sullo sfondo una sfida da non mancare, quella del Next Generation Eu.

Il controllo della Corte dei Conti, rimarca il premier, “deve essere efficiente e intransigente”, e “rapido perché le decisioni della Corte, quando intervengono lontane dagli atti sottoposti a controllo, pur se intransigenti, inevitabilmente perdono molta della loro efficacia. I tempi straordinari che viviamo lo richiedono”. L’emergenza epidemiologica, che l’ex numero uno della Bce non perde mai di vista insieme alla “connessa crisi economica”, mettono “senz’altro a dura prova la richiesta di maggiore velocità e migliore trasparenza che i governati richiedono ai governanti in ogni luogo. In democrazia è più difficile rispondere a questa doppia domanda, eppure lo Stato è chiamato a farlo, pena la perdita di fiducia verso le istituzioni, che fiacca la fiducia nel futuro”.

Dunque la sfida del Recovery plan, che rende il ruolo della Corte “ancora più cruciale”. Si tratta infatti di un piano che “riconosce al nostro Paese risorse imponenti con una chiara linea di indirizzo: investire sul futuro. Sta a chi governa fare le scelte strategiche, sta a chi amministra eseguirle in maniera efficace ed efficiente e a chi controlla verificare che le risorse siano impiegate correttamente. Governo, Parlamento, Amministrazione Pubblica, Corte dei Conti e tutte le Istituzioni del nostro Paese devono essere coprotagonisti di un percorso di rinascita economica e sociale”, nel segno della leale collaborazione, perché le contrapposizioni sono “un gioco a somma negativa, mentre la collaborazione produce effetti moltiplicatori”, la convinzione di Draghi.

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