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**Governo: silenzio Draghi agita partiti, timori per lista ministri al buio**

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Roma, 11 feb. (Adnkronos) – La convinzione, ormai quasi una certezza, è che fino all’ultimo resteranno al buio. Il silenzio del premier incaricato Mario Draghi agita i partiti, ancor più fa tremare i ministri uscenti, soprattutto quelli che confidano di avere ancora qualche chance. “Per ora a noi non risultano telefonate”, assicura un big dei 5 Stelle. Più o meno stesse parole spese dagli esponenti degli altri partiti che si apprestano a prendere parte a una variegata maggioranza. Intanto è arrivato il voto di Rousseau, con il 59,3% dei votanti che ha dato il via libera all’ascesa dell’ex numero uno della Bce verso Palazzo Chigi.

Mezz’ora fa Draghi è arrivato alla Camera, dove ha appreso il risultato del voto della base grillina. La domanda che rimbalza nei palazzi romani è: “ora Mario che fa?”. Tempi duri per chi vive di politica, anche se l’economista Draghi dimostra di saper maneggiare la materia con estrema destrezza: “la carta di ieri, con l’ok al ministero della transizione ecologica chiesta da Grillo e giocata via associazioni ambientaliste è un colpo da vero maestro”, ragiona un ministro uscente. Il premier incaricato, per ora, continua sulla linea del silenzio, anche sul ‘timing’ della salita al Colle e dell’insediamento vige il massimo riserbo.

Una linea che potrebbe anche cambiare da qui a brevissimo, visto che il risultato del voto della base grillina ha definito più o meno in maniera chiara il perimetro della nuova maggioranza. Per ora però la tensione è palpabile, mentre il totoministri impazza e le telefonate rimbalzano tra i big di partito: “niente?”, “niente.”, la domanda che tutti ripetono. E con un altro tormentone che sta agitando i partiti: le cosiddette quote rosa.

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