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**Sanremo: Melozzi, ‘giusto Festival senza pubblico, ma fronte comune artisti per riaprire sale’**

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Roma, 5 feb. (Adnkronos) – “E’ giusto che anche il Festival di Sanremo in questo momento di pandemia si faccia senza pubblico come è stato per le prime della Scala o dell’Opera di Roma”. Lo dice all’Adnkronos Enrico Melozzi, compositore trasversale (ha composto canzoni, ma anche opere liriche, colonne sonore e musica sacra) e fondatore insieme col violoncellista Giovanni Solima del gruppo ‘100 Cellos’. Melozzi, che sarà al Festival 2021 per dirigere alcuni brani in gara, dice di essere “intristito dalla polemica che separa la musica colta da quella pop”, e lancia un appello a tutti gli artisti ad “essere uniti, senza divisioni di genere tra musica colta, pop, teatro, cinema e altro” per “puntare alla riapertura immediata delle sale teatrali, da concerto e cinematografiche”.

Melozzi ha vinto diversi premi per le sue colonne sonore, ha diretto a Sanremo brani di Noemi, dei Pinguini Tattici Nucleari e di Achille Lauro, ma ha anche collaborato con il Donizetti Opera Festival alla ricostruzione del quintetto perduto de ‘Le nozze in villa’ del compositore bergamasco, andate in scena al Teatro ‘Donizetti’ di Bergamo. “La nostra categoria non conta – dice – L’unico modo per farci sentire è essere tutti uniti e fare fronte comune senza differenza di generi. Dobbiamo chiedere che il Cts (Comitato Tecnico Scientifico, ndr) apra un tavolo per affrontare questa situazione drammatica che viviamo tutti quanti, artisti e pubblico. Perché anche il pubblico in questo momento è privato della bellezza. Si potrebbe, ad esempio, creare una ‘zona rossa’ permanente dei teatri, una specie di Grande Fratello della cultura, dove gli artisti impegnati in una produzione vivono chiusi senza pericolo di contagio. E’ difficile ma non impossibile”.

E tornando al Festival di Sanremo, secondo Melozzi “in un momento come questo in cui tutti i teatri producono spettacoli in streaming, non si poteva fare l’eccezione per il Festival. Ho fatto concerti senza pubblico e non vedo differenza tra Sanremo e gli altri teatri. Certo – ammette – per noi che siamo abituati ad avere una platea piena che ti applaude e ti incita è difficile. E penso a uno come Fiorello, che usa il pubblico come una spalla comica. Forse proprio lui sarà più in difficoltà degli altri, ma siccome è un talento incredibile, sono certo che troverà la strada per ovviare a questo inconveniente con il successo di sempre”, conclude.

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