Governo: colloqui Fico aprono confronto ma Renzi non scioglie nodo Conte/Adnkronos (2)
(Adnkronos) – Un dato certo è che per Matteo Renzi, qualora dovesse accettare di nuovo Conte premier, la premessa è innanzitutto Alfonso Bonafede fuori dal ministero della Giustizia. Ne sono consapevoli i 5 Stelle che considerano quasi ineluttabile l’addio di Bonafede a Via Arenula in caso di permanenza dell’avvocato a Palazzo Chigi. Sul resto, però, i grillini provano a tenere. Spostamenti di caselle, magari, ma senza stravolgere la delegazione di governo. Prendi esponenti ‘contiani’ come il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, e il titolare del Mise, Stefano Patuanelli. Il primo potrebbe essere dirottato all’Ambiente, ‘sacrificando’ il tecnico Sergio Costa.
Per quanto riguarda Patuanelli, invece, fonti grilline raccontano all’Adnkronos che il capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo avrebbe dato disposizioni interne per l’addio: fare gli scatoloni, insomma. Ma questo non comporterebbe automaticamente l’uscita di scena dell’ingegnere triestino: Patuanelli potrebbe infatti traslocare al Mit, ministero per cui viene ipotizzato uno ‘spacchettamento’ tra Trasporti e Infrastrutture. Esiste poi una schiera di sottosegretari M5S che scalpitano per fare il ‘salto’, mentre la strada per eventuali outsider è molto stretta. Si parla del possibile ingresso dell’ex capogruppo al Senato, Gianluca Perilli, come sottosegretario alla Giustizia al posto di Vittorio Ferraresi.
Restando sempre nel campo delle ipotesi, nel caso in cui Conte dovesse farcela per la terza volta, tra i parlamentari dem vengono considerati inamovibili Lorenzo Guerini e Dario Franceschini, in quanto leader di due forti aree del Pd – Base Riformista e Areadem – proprio nei gruppi di Camera e Senato.

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