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Arte: ‘San Sebastiano’ di Raffaello in gigapixel, regalo a chiusura celebrazioni (2)

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(Adnkronos) – Il “San Sebastiano” è tra i più importanti capolavori di Accademia Carrara. Raffaello sceglie di rappresentare il santo attraverso un’iconografia insolita. Se tradizionalmente viene raffigurato nudo con le frecce simbolo del martirio nelle carni, è qui ritratto a mezzo busto avvolto da eleganti vesti decorate, con un viso che esprime immensa dolcezza. Non si hanno tracce dell’opera per secoli fino ai primi dell’Ottocento, quando hanno inizio le vicende che vedono il San Sebastiano circolare tra diverse collezioni private lombarde, per approdare infine all’Accademia Carrara nel 1866, insieme ad altre duecentoquaranta opere della collezione Lochis. A comprovare l’importanza del San Sebastiano, oltre i grandi elogi dei critici del tempo, è la sua quotazione, ben 4.000 fiorini, una cifra altissima per l’epoca.

Se l’autografia di Raffaello è indubbia, lo stesso non si può dire per la cronologia. L’opera appartiene con certezza al periodo giovanile, infatti, sono ben evidenti le influenze peruginesche, così come è altrettanto chiaro il richiamo a Pinturicchio nella raffigurazione dei preziosi ornamenti delle vesti, ritratti con minuzia.

La critica è oggi concorde nel datare l’opera intorno al 1503, appena posteriore alla Pala Baronci (1500-1501), la prima opera commissionata a Raffaello a soli 17 anni, e lo Sposalizio della Vergine del 1504, il capolavoro che segna definitivamente la maturità dell’Urbinate, anch’esso disponibile nella galleria virtuale di Haltadefinizione. Una straordinaria finezza esecutiva e la capacità quasi miracolosa di gradazione della luce, avvolge la figura in un’atmosfera e sognante. Fu realizzata per la devozione privata di un raffinato committente, e questo spiega l’interpretazione aristocratica dell’iconografia del santo, che tiene in mano la freccia simbolo del martirio.

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