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Manovra, Puglisi: “Impiegare subito i 500 mln per politiche attive lavoro”

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Roma, 17 dic. (Labitalia) – “I 500 milioni di euro per la riforma delle politiche attive previste in legge di bilancio devono essere messe a terra immediatamente: per finanziare il Fondo politiche attive di Anpal e l’assegno di ricollocazione, uno strumento da rinnovare aggiungendo una quota destinata alla formazione per l’acquisizione di nuove competenze volta alla ricollocazione sul mercato del lavoro”. Così la sottosegretaria al Lavoro Francesca Puglisi, nel corso del Digital Debate ‘Sostenere l’occupazione per rilanciare le imprese. Le politiche del lavoro per la tenuta sociale ed economica del Paese’, introdotto dal giornalista economico del Corriere della Sera Lorenzo Salvia, e cui hanno preso parte la direttrice generale di Anpal, Paola Nicastro, il presidente di Inapp, Sebastiano Fadda, la direttrice generale di Formazienda, Rossella Spada, il segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, e il presidente di Sistema Impresa, Berlino Tazza. “In vista dello sblocco dei licenziamenti – ha concluso Puglisi – le risorse per la formazione devono aumentare ed essere utilizzate subito: l’obiettivo deve essere quello di supportare per tutto il 2021, ben al di là delle scadenze di marzo, i settori colpiti dalla crisi”.

“Come Anpal, in vista dello sblocco dei licenziamenti – ha sostenuto Paola Nicastro – abbiamo attuato il Fondo nuove competenze, che già dai primissimi risultati si dimostra un reale strumento di politica attiva del lavoro, perché consente alle imprese, in accordo con i sindacati, di mettere in atto percorsi di formazione per la ricollocazione dei lavoratori. Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro è un problema che ci portiamo dietro da tempo, aggravato dalla crisi. Il Fnc non lo risolve da solo, ma è sicuramente uno strumento molto utile ad accompagnare la ripresa”.

“In questa fase di grave crisi – ha sostenuto nel suo intervento la direttrice generale Rossella Spada – Formazienda non si è sottratta al ruolo che il governo attribuisce ai fondi di formazione interprofessionale: fare da cinghia di trasmissione tra mondo del lavoro e il Fnc. Formazienda ha creduto a questa iniziativa, e abbiamo deciso con tempestività, grazie all’impegno delle parti sociali costituenti il fondo Sistema Impresa e Confsal, di assistere e sostenere molte imprese che volevano sfruttare questa opportunità. Abbiamo reagito tempestivamente alla proposta del Fnc agevolando la via di accesso alle importanti risorse stanziate da parte delle Pmi”. “Su questo punto – ha concluso la direttrice Spada – si gioca una partita strategica e dirimente in merito alla valutazione sulla capacità d’impatto di uno strumento che reputo lungimirante nel rilanciare il tema della conoscenza propedeutica e funzionale al lavoro. L’invito al governo è dunque quello di rafforzare il Fnc affinché sia utile e accessibile anche alle piccole e micro imprese”.

Nel suo intervento, il segretario generale di Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, ha avanzato una proposta al governo, raccolta dalla sottosegretaria Puglisi: “In merito alla riforma degli ammortizzatori sociali – ha affermato Margiotta – è preferibile un unico istituto per le politiche attive del lavoro. In tale prospettiva chiediamo maggiore attenzione sull’ottimizzazione e capitalizzazione delle risorse finanziarie verso strumenti di ricollocazione dei lavoratori mediante misure di reinserimento nel mercato del lavoro, piuttosto che misure passive che rischiano di aggravare la fiscalità generale e di diventare palliativi per abbassare gli indici di disoccupazione nelle statistiche. Come Confsal proponiamo l’introduzione di un reddito formativo o per la formazione, in quanto possibile nuovo istituto”.

“Quando si uscirà dallo stato di sedizione indotto dalle misure adottate – ha spiegato Sebastiano Fadda – ci si troverà davanti a uno spartiacque che dividerà lavoratori e imprese che riusciranno ad andare avanti con rinnovato vigore da chi purtroppo resterà indietro. Per superarlo occorre potenziare le politiche attive del lavoro connesse all’orientamento e alla formazione. Il Fnc va nella giusta direzione”.

In chiusura, il presidente di Sistema Impresa, Berlino Tazza, ha detto: “La nostra confederazione rappresenta prioritariamente la micro e piccola impresa. Il Fnc è uno strumento che può essere utile ma sfruttiamo l’occasione delle ore formative per soddisfare i reali fabbisogni delle imprese. Il governo deve fornire garanzie sulla proroga della scadenza finora fissata al 31 dicembre, per definire gli accordi sindacali propedeutici alla presentazione delle istanze da parte delle imprese ai fini dell’accesso ai fondi”.

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