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Covid Italia, Debellini (TH Resorts): “Montagna? con 700 morti al giorno sacrifici inevitabili”

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Roma, 2 dic. (Labitalia) – “Quando ci sono 700-800 morti al giorno c’è un richiamo oggettivo ad un’emergenza e questo pretende rispetto. E quindi saremo obbedienti nell’accettare i sacrifici per le nostre strutture ricettive” che discenderanno dalle restrizioni del governo per le vacanze di Natale in montagna. Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Graziano Debellini, presidente e fondatore di TH Resorts, gruppo leader nel turismo.

“Il Gruppo Th Resorts è leader nel turismo in montagna, abbiamo oltre 10 strutture, e copriamo l’intero arco alpino, dalle Dolomiti fino alla Valle d’Aosta e quindi questa situazione la ‘sentiamo’ in tutta la sua vastità. Ma non possiamo non accettare queste limitazioni e questi grandi sacrifici per i motivi che dicevo”, aggiunge Debellini.

Sacrifici sì, ma le imprese non possono essere lasciate sole, sottolinea Debellini. Anche perchè, spiega, “per noi il Natale e le festività rappresentano il 30-40% del fatturato e talvolta della marginalità di una stagione invernale. Perciò è un colpo al cuore enorme, decisivo, che richiede di avere un intervento da parte dello Stato importante per aiutare le strutture a fronteggiare questa situazione”.

Secondo Debellini, “è chiaro che tutte le nostre compagnie turistiche hanno bisogno, come anche gli altri settori, di essere supportate”, aggiunge.

Ma non bastano i ristori per permettere alle imprese turistiche di resistere ai mancati incassi. “Serve un intervento regolatore da parte dello Stato che sospenda gli accordi tra la parte immobiliare e quella gestionale” nel mondo ricettivo e “trovi un modo adeguato ed equilibrato di regolare i rapporti tra queste due realtà”, sottolinea il presidente di TH Resorts.

Anche perchè, sottolinea Debellini, “la pandemia non è più legata a una contingenza di qualche settimana o di qualche mese, ormai è un evento che sta superando l’anno e rischia di avvicinarsi all’anno e mezzo-due”. “Quindi serve un intervento regolatore da parte dello Stato. Occorre sospendere gli accordi e regolarli in modo nuovo -continua- alla luce di questa situazione. Un proprietario di un immobile non può continuare a chiedere quanto stabilito dal contratto se io quelle camere non riesco più ad averle occupate”, sottolinea

Ma non basta, perchè, secondo Debellini, si deve intervenire anche sui rientri di prestiti e finanziamenti concessi alle imprese a partire dalla scorsa primavera “come quelli di 18 mesi meno un giorno e poi quelli della Sace”. “Anche questi devono essere rivisti – avverte – alla luce di questa pandemia che sta superando l’anno e immaginare quindi almeno un prolungamento di questi ritorni di indebitamento. Questi sono interventi che possono permettere a una compagnia turistica di andare avanti, di sostenere l’azienda”.

E le compagnie turistiche, assicura Debellini, non si fermano. “Con tutti i nostri manager -spiega- abbiamo iniziato un master con la Scuola italiana di Ospitalità. Quindi 70-80 persone. Stiamo vedendo che in questo momento non bisogna lasciarsi prendere dallo scoraggiamento, dalla delusione, ma farne un investimento di crescita personale”. 

“E’ importante aggiungere competenze linguistiche e tecnologiche ad esempio, fino a un vero e proprio master che su temi come digitalizzazione e sostenibilità possano dare un affondo di più per potere poi uscire più forti da questo momento. Perchè ne usciremo, non so quando, ma ne usciremo. Ma non possiamo ragionare come prima, ma superare alcuni elementi di improvvisazione che troppe volte caratterizzano il nostro settore”, conclude Debellini.

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