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Scuola, Ricciardi: “Dobbiamo riaprirla ma con protocolli rigorosi”

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Roma, 21 ago. (Adnkronos Salute) – “Noi dobbiamo riaprire le scuole, che sono il motore di civiltà e di attenzione del Paese. Ma lo dobbiamo fare in due modi: limitando la circolazione del Covid fuori dalla scuola e con protocollo rigorosi all’interno”. Lo ha detto Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e docente di Igiene all’Università Cattolica di Roma, intervenuto al Meeting di Rimini, a un incontro dedicato al futuro dei sistemi sanitari.

“Occorrono serietà e rigore, basando sempre le nostre scelte sui dati e non su emozioni e ideologia, perché se si fa questo i virus vincono”, ha aggiunto Ricciardi citando la Danimarca e la Cina che “hanno riaperto le scuole senza conseguenze dannose. Mi auguro che noi continueremo sulla strada della serieta e del rigore”.

Nel corso della pandemia, in Italia “abbiamo basato le decisioni sulle evidenze scientifiche. Sono state decisioni coraggiose quando alcuni consideravano l’epidemia solo un fatto italiano. Siamo stati il primo Paese europeo ad attuare il lockdown”, ha ricordato Ricciardi. “Oggi si parla di seconda ondata, ma non abbiamo ancora finito la prima – ha rilevato il consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza – L’abbiamo solo appiattita, abbiamo ridotto la curva epidemica”, ha precisato Ricciardi sottolineando che il “virus non è mutato: ha la stessa virulenza e patogenicità. I colleghi di Brasile e Stati Uniti ce lo possono confermare. E noi dobbiamo essere in grado di rispondere con quella serietà che l’Italia ha dimostrato nella prima fase”.

Riccardi ha ribadito che, “fino a quando non debelleremo il Covid con un vaccino o una terapia, c’è bisogno di misure come mascherine e distanziamento, e igiene accurata di mani e ambienti”. Quanto al virus nel resto del mondo, ha evidenziato come “il rapporto di amicizia tra Italia e Germania abbia fatto in modo che questi ultimi si muovessero bene per evitare le nostre conseguenze. La Spagna ha invece ignorato questi messaggi”.

Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà che ha aperto l’incontro, ha sottolineato che “è possibile ripartire rispettando le norme. Questo Meeting ne è l’esempio. C’è chi dice che non si può fare niente e chi vorrebbe riaprire tutto. Vogliamo collaborare alla ricostruzione del Paese e del mondo osservando le regole. O si lavora tutti insieme, visto che questi virus non conoscono confini, o si perde tutti”.

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