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Festival: a Firenze riparte XXVII edizione Fabbrica Europa (8)

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(Adnkronos) – “Alone”, un album che celebra l’infinito e suona all’infinito, un viaggio radicale e ambizioso, un “disco perpetuo” come lo definisce lo stesso Gianni Maroccolo, iniziato nel dicembre 2018 e giunto al suo IV volume, con la chiusura del primo ciclo di vita. Un percorso sonoro unico e senza fine, articolato in molteplici tappe con cadenza semestrale. E, come in tutti i viaggi, in cui sempre si incontra qualcuno, Maroccolo ha incrociato e incrocerà lungo la traiettoria tanti compagni d’avventura. Al Festival Fabbrica Europa il progetto ‘Alone not alone’ trova la sua prima messa in scena live al fianco di Gianni ci sono Simone Filippi, chitarre, Flavio Ferri, elettronica e tastiere; Matilde Benvenuti, batteria. Ospiti, Giorgio Canali e Edda (Teatro Puccini, 12 settembre).

Immensità, il nuovo lavoro di Andrea Laszlo De Simone (uscito nel novembre 2019 per 42 Records e nel 2020 in Francia, Uk, Usa, Canada e Belgio per Ekleroshock/Hamburger Records), è un’opera complessa che lega musica e immagini, divisa in quattro capitoli (le canzoni) per nove tracce (ogni “capitolo” ha un prologo o una conclusione), ma fruibile come un’unica sinfonia. Una vera e propria suite, per usare il termine classico che meglio descrive una composizione strumentale in più tempi. Sul palco nove musicisti in un concerto immersivo, un’orchestra mista tra synth, elettronica, cori, archi e fiati, un intreccio di strumenti classici e moderni, una versione contemporanea della musica da camera (Teatro Puccini, 11 settembre).

Chiude il Festival Alessandro Sciarroni con ‘Save the last dance for me’, uno studio tra la danza e l’antropologia con cui il coreografo ha ridato vita a un ballo bolognese in via di estinzione, la Polka Chinata, danza di corteggiamento eseguita da soli uomini risalente ai primi del ‘900. Fisicamente impegnativa, quasi acrobatica, vede i danzatori Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini abbracciati l’un l’altro girare vorticosamente mentre si piegano sulle ginocchia quasi fino a terra. Il lavoro nasce in collaborazione con Giancarlo Stagni, maestro di balli Filuzziani che ha ridato vita a questa antica tradizione grazie alla riscoperta e allo studio di alcuni video di documentazione risalenti agli anni ’60. Al termine della serata Sciarroni incontra il pubblico (Parc, 8 ottobre).

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